Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini

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Differenza tra subappalti e subcontratti rilevante per soglia e autorizzazione
In un contratto di appalto per un lavoro PNRR, disciplinato dal codice 50/2016 e dal regolamento 207/2010 (il contratto, però, richiama anche il D.Lgs. 36/2023) è previsto che il subappalto sia consentito per il 49,99% delle opere rientranti nella categoria OG1 e per il 100% delle opere della categoria OG11.   La ditta ha presentato, nel corso dell’esecuzione delle opere, richieste di subappalto per lavori e comunicazioni di subaffidamento, per quelle opere il cui valore era inferiore al 2% dell’importo contrattuale o per le forniture di beni finiti (tipo i serramenti), nelle quali l’incidenza della manodopera era inferiore al valore del bene fornito.   Ora il RUP pretende di conteggiare, per la verifica del rispetto del limite delle opere subappaltabili della categoria OG1, tra i subappalti anche gli importi dei sub-affidamenti e delle forniture e pose in opera esenti dall’autorizzazione al subappalto, benché al momento della comunicazione sia stato espressamente precisato che tali affidamenti non costituivano subappalto.   È corretto il comportamento del RUP?

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Tribunale di Roma, 3 febbraio 2026
[A] Sulla tempestività e ammissibilità delle riserve apposte sul verbale di consegna dei lavori di cui all’art. 154, co. 1 del d.p.r. 207/2010 ove l’appaltatore abbia precedentemente sottoscritto senza riserve il verbale di cui all’art. 106, co. 3 del d.p.r. 207/2010 afferente il permanere delle condizioni che consentono l’immediata esecuzione dei lavori. [B] Sul momento in cui deve essere apposta la riserva concernente le pretese derivanti dall’anomalo andamento dei lavori. [C] Sul criterio della curva ad “S” che deve essere utilizzato ai fini della verifica dell’andamento anomalo di lavori pubblici e della valutazione circa le eventuali conseguenti pretese dell’appaltatore. [D] Sull’(in)idoneità dei libri dei cespiti, dei contratti di nolo, delle fatture di acquisto e delle buste paga degli operai a provare l’effettiva presenza in cantiere dei macchinari e delle attrezzature impiegati nel corso dei lavori ai fini del risarcimento del danno subito dall’appaltatore a causa dell’anomalo andamento di lavori pubblici. [E] Sulla decorrenza degli interessi e della rivalutazione monetaria concernenti, in tema di appalti pubblici, l'equo compenso ex art. 1664, co. 2, c.c. riconosciuto all'appaltatore che nel corso dell'opera abbia incontrato difficoltà di esecuzione non previste. [F] Sulla (im)possibilità di considerare l’attività di bonifica bellica dell’area di cantiere da parte dell’appaltatore pubblico come un onere di sicurezza non soggetto a ribasso. [G] Sul momento in cui il contratto d’appalto di opera pubblica si considera ultimato e l’opera accettata dalla p.a..
Tribunale di Napoli, sez. Lavoro, 3 febbraio 2026
[A] Sull’individuazione della disciplina temporalmente applicabile agli incentivi per funzioni tecniche: normativa applicabile alla gara per la quale le prestazioni sono rese o normativa vigente al momento del conferimento dell’incarico? [B] Sui presupposti regolamentari e amministrativi necessari affinché il compenso incentivante possa essere attribuito al personale della stazione appaltante operante nell’ambito di appalti pubblici e sul risarcimento a cui tale personale ha diritto in assenza dei predetti presupposti.
Tribunale di Milano, 9 febbraio 2026
[A] Sul divieto di rinnovo tacito degli appalti o delle concessioni pubbliche e sui presupposti necessari affinché, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, la p.a. possa addivenire alla proroga dei medesimi. [B] Sull’applicabilità alla concessione di servizi pubblici delle norme in materia di proroga dei contratti d’appalto pubblico. [C] Sul carattere eccezionale della proroga tecnica negli appalti e nelle concessioni pubbliche. [D] Sull’onere della p.a., che intenda procedere alla proroga tecnica di appalti o concessioni pubbliche, di motivare le specifiche ragioni che hanno reso impossibile l’affidamento in via ordinaria e sulla (il)legittimità dell’atto di proroga carente della predetta motivazione.
Tribunale di Avellino, 5 febbraio 2026
[A] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che richieda al committente il risarcimento del danno da lesione dell’utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [B] Sulla responsabilità della stazione appaltante che ometta di consegnare all’impresa aggiudicataria le autorizzazioni sismiche necessarie per l’esecuzione delle opere appaltate. [C] Sull’individuazione dei casi in cui la consegna frazionata o parziale di lavori pubblici deve considerarsi legittima o illegittima, in tale ultimo caso avuto riguardo alla responsabilità risarcitoria che sorge in capo alla p.a. ed alla configurabilità di un inadempimento grave idoneo alla risoluzione del contratto d’appalto.
Tribunale di Rovereto, 14 gennaio 2026
[A] Sull’atto su cui devono essere iscritte le riserve e sul soggetto su cui cade l’onere della prova circa la loro tempestività. [B] Sul diritto dell’appaltatore, nella vigenza dell’art. 240 bis del d.lgs. 163/2006, di agire in giudizio per il riconoscimento delle pretese che eccedano il 20% dell’importo contrattuale. [C] Sull’onere processuale posto in capo alla stazione appaltante ai fini della declaratoria di intempestività delle riserve. [D] Premessa l’individuazione delle pretese dell’appaltatore  che sono soggette all’onere di riserva, sui documenti su cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere e ribadire le riserve relative alla sospensione dei lavori anche nel caso in cui i pregiudizi non possano essere immediatamente quantificati od a quello in cui la sospensione sia originariamente legittima ma si sia protratta eccessivamente.
Tribunale di Vallo della Lucania, 12 gennaio 2026
[A] Sulla necessità che i compensi incentivanti, stabiliti per il personale dipendente delle amministrazioni operante nelle procedure di affidamento ed esecuzione di appalti pubblici, siano previsti nel quadro economico di ogni singola opera pubblica. [B] Sui presupposti necessari ai fini della corresponsione dei compensi incentivanti al personale delle amministrazioni operante nell’ambito degli appalti pubblici.
Corte d’Appello di Bologna, 12 gennaio 2026
Sulla responsabilità del consorzio, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, per le obbligazioni assunte dalle singole consorziate negli appalti pubblici.
Tribunale di Rimini, 14 gennaio 2026
[A] Sulla facoltà delle imprese riunite in A.T.I. - aggiudicataria di un appalto pubblico - di agire direttamente nei confronti della p.a. committente per la riscossione dei crediti nascenti dall’appalto in ipotesi di fallimento della capogruppo e sulle quote di corrispettivo che in tal caso possono essere richieste dalle mandanti e dalla curatela della mandataria. [B] Sull’onere della stazione appaltante di predisporre un progetto esecutivo immediatamente cantierabile, nel caso di specie nella vigenza del d.lgs. 50/2016, avuto riguardo al livello di approfondimento di cui il progetto deve essere provvisto ed ai limiti entro cui l’appaltatore è tenuto a sopperire alle evenutali mancanze progettuali. [C] Sulle conseguenze di un progetto esecutivo gravemente viziato: nullità dell’accordo negoziale o esclusivamente inadempimento contrattuale?  [D] Sulla facoltà dell’appaltatore di opere pubbliche di invocare la risoluzione del contratto d’appalto per inadempimento sulla base della disciplina civilistica anche in presenza di un provvedimento di rescissione adottato dalla p.a. committente. [E] Premesso l’effetto restitutorio per equivalente determinato dalla risoluzione di un contratto d’appalto ed il relativo credito restitutorio che sorge a favore dell’appaltatore, sui criteri di determinazione del valore delle opere realizzate dall’impresa ai fini della quantificazione dell’importo che il committente è tenuto a versargli. [F] Sull’individuazione, in generale, dei danni di cui l’appaltatore ha diritto al risarcimento in caso di risoluzione per inadempimento del committente. [G] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di un contratto d’appalto di opere pubbliche. [H] Sul parametro che deve essere utilizzato, anche nella vigenza dell’odierno d.lgs. 36/2023, per la quantificazione del lucro cessante che la stazione appaltante è tenuta a risarcire all’appaltatore nell’ipotesi di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [I] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore di opere pubbliche che chieda il risarcimento del danno curriculare in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente.
Tribunale di Napoli, 21 gennaio 2026
Sul documento di gara che prevale in caso di contrasto tra le disposizioni della lex specialis
Tribunale di Roma, 22 gennaio 2026
[A] Sulle pretese che possono essere oggetto di riserve, sul requisito di specificità delle stesse, sul soggetto su cui ricade l’onere di provarne la tempestività, sul momento in cui tale onere diviene concretamente attuale e sul momento in cui devono essere formulate anche con riguardo al caso in cui si tratti di fatti continuativi. [B] Sulle modalità di calcolo delle maggiori spese generali che la p.a. committente è tenuta ad indennizzare all’appaltatore di opere pubbliche in caso di andamento anomalo o ritardo nei lavori per fatti imputabili alla stazione appaltante. [C] Sulla (im)possibilità, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, di ritenere che gli oneri sostenuti dall’appaltatore per polizze fideiussorie, per i costi di guardiana e per il mantenimento della segnaletica provvisoria siano diversi ed ulteriori rispetto alla voce delle spese generali. [D] Sulla spettanza e sul dies a quo della rivalutazione monetaria e degli interessi afferenti le somme da liquidare all’appaltatore di opere pubbliche per le riserve riconosciutegli.
Tribunale di Pavia, 23 gennaio 2026
Sulla (in)configurabilità, in tema di pagamento diretto previsto dall’art. 105, co. 13 del d.lgs. 50/2016 oggi trasposto nell’art. 119, co. 11 del d.lgs. 36/2023, di un rapporto obbligatorio tra stazione appaltante e subappaltatore.
Tribunale di Avellino, 18 gennaio 2026
[A] Sul venir meno, in caso di irregolarità del DURC dell’appaltatore pubblico, dell’obbligo della stazione appaltante di versare direttamente agli istituti previdenziali ed assicurativi quanto omesso dall’impresa ove quest’ultima sia sottoposta a fallimento e sull’obbligo, in tal caso, della stazione appaltante di effettuare il pagamento dell’importo corrispondente all’inadempienza previdenziale esclusivamente alla curatela. [B] Sulla natura delle riserve, sull’individuazione delle pretese che ne possono essere oggetto, sulle attività che l’appaltatore deve porre in essere per evitarne la decadenza nella vigenza del d.m. 145/2000 e sulle modalità con cui devono essere formulate. [C] Sull’istituto che l’appaltatore è tenuto ad attivare al fine di vedersi riconosciuto il risarcimento del danno derivante dalla tardiva consegna dei lavori. [D] Sulla (im)possibilità, nel caso di specie nella vigenza del d.p.r. 1063/1962, per l’appaltatore di opere pubbliche di chiedere lo scioglimento del contratto o di ottenere indennizzi ove i lavori siano sospesi per il rinvenimento di reperti archeologici. [E] Sull’onere probatorio posto in capo alla stazione appaltante che intenda andare esente da responsabilità in caso di ritardo nel collaudo. [F] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle riserve agli interessi moratori richiesti dall’appaltatore per il ritardo della stazione appaltante nel pagamento dei SAL e del conto finale. [G] Sulla (non) necessità per l’appaltatore, che intenda agire per il pagamento di quanto dovutogli in caso di ritardo nel collaudo, di inviare previamente alla p.a. committente formale diffida ad adempiere.
Tribunale di Firenze, 20 gennaio 2026
[A] Sugli elementi che devono essere vagliati ai fini della pronuncia della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico e dello scrutinio circa la gravità dell’inadempimento di stazione appaltante ed appaltatore. [B] Sull’idoneità dell’abbandono del cantiere da parte dell’impresa appaltatrice a giustificare la risoluzione per inadempimento di un contratto d’appalto pubblico. [C] Sull’onere della stazione appaltante di eccepire l’intempestività delle riserve apposte dall’appaltatore di opere pubbliche. [D] Sul giudice competente in materia di risarcimento del danno patrimoniale e d’immagine subiti dalla p.a. committente a causa del ritardato o mancato completamento di lavori pubblici da parte dell’appaltore.
Tribunale di Marsala, 30 dicembre 2025
[A] Sulla valutazione che, in tema di risoluzione per inadempimento di un contratto d’appalto, il giudice è tenuto ad effettuare in caso di reciproci inadempimenti. [B] Premessa la natura autoritativa del provvedimento di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico emesso ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016, sulla possibilità per l’appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario valendosi dei rimedi civilistici in tema di inadempimento. [C] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Parma, 5 gennaio 2026
Esaminati, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, i casi tassativi che obbligano a procedere alla modifica del PEF nelle concessioni pubbliche ove sia intervenuto uno squilibrio tra le prestazioni richieste al concessionario ed i ricavi dallo stesso conseguibili, sulla (im)possibilità di farvi rientrare l’inadempimento della p.a..
Tribunale di Foggia, 7 gennaio 2026
[A] Sulla disamina della disciplina del subappalto nella vigenza del d.lgs. 163/2006, avuto particolare riguardo all’obbligo dell’appaltatore e del subappaltatore di depositare uno schema del contratto e successivamente il contratto definitivo ed all’(im)possibilità di adempiervi con il deposito di altri documenti quali meri preventivi tra le imprese. [B] Sulla nullità assoluta del contratto di subappalto stipulato in assenza dell’autorizzazione della stazione appaltante. [C] Sui criteri di quantificazione e liquidazione all’appaltatore dell’indennizzo ex art. 2041 c.c. per le opere realizzate in caso di invalidità del contratto d’appalto.
Tribunale di Pordenone, 6 gennaio 2026
Sulla differenza, negli appalti pubblici, tra i costi della sicurezza e gli oneri della sicurezza, anche con riferimento alla loro decurtabilità dal compenso dell’appaltatore che non abbia posto in essere quanto previsto dal PSC.
Tribunale di Modena, 8 gennaio 2026
Premessa la disciplina inerente il termine di effettuazione del collaudo nella vigenza del d.lgs. 50/2016 e del d.p.r. 207/2010, sull’individuazione delle obbligazioni poste a carico della stazione appaltante in tema di collaudo avuto riguardo al divieto di ritardarlo sine die, alle conseguenze del ritardo ed agli strumenti che l’appaltatore può in tal caso attivare, alla sorte della cauzione definitiva prestata ed all’esigibilità dei compensi dovuti per le opere eseguite ove il collaudo venga ritardato oltre i tempi normativamente prescritti.
Tribunale di Cagliari, 8 gennaio 2026
[A] Sulla disamina dell’istituto del recesso della stazione appaltante a mente dell’art. 109 del d.lgs. 50/2016. [B] Sull’(in)applicabilità dell’istituto del recesso, con conseguente (im)possibilità per l’appaltatore di chiedere il relativo indennizzo, in caso di annullamento dell’aggiudicazione disposta dal giudice amministrativo.