Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini

PONI UN QUESITO ALLA NOSTRA REDAZIONE

Ultimi articoli pubblicati
Corte d’Appello di Messina, 27 febbraio 2026
[A] Sulla validità del rapporto contrattuale instauratosi tra stazione appaltante ed appaltatore per mezzo di ordinanze contingibili ed urgenti aventi ad oggetto l’affidamento o la proroga di un appalto del servizio di raccolta rifiuti per ragioni di sicurezza ambientale ai sensi dell’art. 161 del d.lgs. 152/2006, anche in assenza di un contratto scritto. [B] Sulle modalità di determinazione del compenso dovuto all’appaltatore per le opere già realizzate in caso di parziale inadempimento del medesimo ad un contratto d’appalto a corpo.
Tribunale di L’Aquila, 5 marzo 2026
Sulla (in)compatibilità con l’ordinamento europeo delle norme nazionali che pongono limiti quantitativi al subappalto, nel caso di specie dell’art. 105, co. 2 del d.lgs. 50/2016 e dell’art. 1, co. 18 del d.l. 32/2019 conv. in l.55/2019.
Tribunale di Roma, 11 marzo 2026
[A] Sul riparto di giurisdizione tra g.o. e g.a. nella fase che intercorre tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto pubblico, avuto riguardo alle controversie concernenti i lavori in via d’urgenza ed ai criteri rilevanti ai fini della distinzione tra diritto soggettivo ed interesse legittimo nella predetta fase. [B] Sul giudice competente in materia di risoluzione del rapporto instauratosi tra p.a. ed operatore economico dopo l’affidamento ma prima della stipula del contratto pubblico. [C] Sull’applicabilità dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016 ai rapporti obbligatori insorti tra p.a. ed operatore economico prima della stipula del contratto d’appalto pubblico, avuto particolare riguardo al caso di consegna anticipata dei lavori. [D] Se i rimedi risolutori previsti dalle varie formulazioni del codice degli appalti siano esclusivi o se ed in che misura risulti applicabile agli appalti pubblici l’ordinaria disciplina codicistica in tema di risoluzione contrattuale.
Tribunale di Napoli, 4 marzo 2026
[A] Sulla (ir)rilevanza, ai fini dell’individuazione del valore di un appalto pubblico, del ribasso offerto in sede di gara. [B] Sui presupposti necessari affinché la stazione appaltante risponda dei maggiori oneri derivanti all’appaltatore dall’anomalo andamento di lavori pubblici: in particolare nel caso di rinvenimento di sottoservizi non segnalati.
Tribunale di Gorizia, 5 marzo 2026
Sulla (im)possibilità di ritenere integrato il requisito del periculum in mora nell’ipotesi in cui l’appaltatore agisca in via cautelare per la sospensione degli effetti della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico in ragione dei danni che gli deriverebbero dalla comunicazione all’ANAC prevista dall’art. 222 del d.lgs. 36/2023 e sul giudice competente per le controversie afferenti all’annotazione nel casellario ANAC.
Tribunale di Foggia, 12 marzo 2026
[A] Se sia nullo o meno il contratto d’appalto di lavori pubblici finanziato da un ente pubblico terzo ove i lavori appaltati abbiano uno scopo diverso da quello prescritto dal finanziamento. [B] Se sia nullo o meno il contratto d’appalto di lavori pubblici per opere per cui l’appaltatore non abbia la categoria SOA. [C] Sulle norme ed i rimedi che l’appaltatore, in caso di sospensione di lavori nella vigenza del d.p.r. 207/2010, è tenuto ad attivare ove intenda liberarsi da un contratto d’appalto pubblico nelle diverse ipotesi in cui la sospensione sia legittima o, pur inizialmente legittima, si protragga illegittimamente. [D] Se le dichiarazioni inserite nei verbali di sospensione di lavori pubblici, con le quali l’impresa dichiari di non avere nulla a pretendere per il periodo di fermo dei lavori, precludano la successiva proposizione di pretese risarcitorie anche in caso di illegittimità od eccessiva durata della sospensione. [E] Premessi i presupposti per il riconoscimento del danno d’immagine all’appaltatore nell’ambito degli appalti pubblici, sulla (im)possibilità di riconoscerlo in caso di illegittima sospensione dei lavori.
Corte d’Appello di Napoli, 27 febbraio 2026
[A] Sulla (non) necessità per la stazione appaltante, ai fini della valida instaurazione di un rapporto di appalto pubblico in caso di esecuzione d’urgenza nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010, di indicare nel verbale di consegna dei lavori le ragioni che giustificano la consegna anticipata. [B] Sulla natura delle obbligazioni insorte tra stazione appaltante ed appaltatore a seguito di consegna anticipata di lavori pubblici e su quella della responsabilità conseguente all’inadempimento alle medesime. [C] Sull’onere della stazione appaltante di contestare la tardività e la legittimità delle riserve iscritte dall’appaltatore e sull’onere di quest’ultimo di dimostrarne la tempestività. [D] Sulla finalità dell’istituto delle riserve negli appalti pubblici. [E] Sul momento e sui documenti su cui devono essere formulate le riserve afferenti alla sospensione dei lavori ove questa sia divenuta illegittima per la sua eccessiva protrazione. [F] Sulla corretta interpretazione dell’art. 240 bis del d.lgs. 163/2006, avuto riguardo alla facoltà dell’appaltatore di agire in giudizio per vedersi riconosciute le pretese eccedenti il 20% dell’importo contrattuale. [G] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche, in caso di opere extracontratto realizzate in violazione della procedura prevista dall’art. 161 del d.p.r. 207/2010, di richiedere i compensi o di agire a titolo di indebito arricchimento e sui presupposti affinché, in tal caso, possa agire nei confronti del direttore dei lavori. [H] Sul giorno da cui decorrono interessi e rivalutazione relativi alle pretese oggetto di riserva, nel caso di specie concernente l’illegittima sospensione di lavori pubblici.
Corte d’Appello di Milano, 25 febbraio 2026
[A] Premessa la finalità dell’istituto delle riserve, sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di avanzare pretese concernenti pregiudizi non oggetto di tempestiva riserva. [B] Sulle modalità di iscrizione delle riserve concernenti fatti produttivi di danno continuativo. [C] Sulla facoltà che, nella vigenza del d.m. 49/2018, l’appaltatore pubblico deve preventivamente esercitare per vedersi rimborsati i maggiori oneri sopportati per il ritardo della consegna dei lavori. [D] Sul momento in cui l’appaltatore deve iscrivere le riserve attinenti alla sospensione di lavori pubblici nella vigenza del d.m. 49/2018, avuto riguardo ai principi giurisprudenziali in tema di tempestività e ratio delle riserve.
Tribunale di Firenze, 12 marzo 2026
[A] Sull’(in)applicabilità dell’istituto del pagamento diretto della stazione appaltante ai subappaltatori/fornitori che siano stati incaricati di realizzare lavori da singole consorziate designate per l’esecuzione da un consorzio aggiudicatario di lavori pubblici. [B] Sulla (in)configurabilità di una responsabilità solidale del consorzio con attività esterna, anche ove costituito in forma di s.c.a.r.l., per le obbligazioni contratte dalle singole consorziate nell’esecuzione di lavori pubblici.
Tribunale di Roma, 4 marzo 2026
Premessi i criteri di valutazione ed identificazione del nesso causale e dell’evento di danno in materia di perdita di chance negli appalti pubblici, sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che chieda il risarcimento del danno da perdita di chance, avuto particolare riguardo alla necessità di dimostrare la concreta possibilità di aggiudicarsi lavori pubblici e l’utile che l’impresa avrebbe potuto conseguire.
Tribunale di Bari, 14 marzo 2026
[A] Se sia valida la clausola di un contratto pubblico di prestazione d’opera professionale che condizioni il pagamento del compenso da parte della p.a. ad eventi futuri e incerti quali l’ottenimento di finanziamenti pubblici o l’approvazione e validazione di progetti, avuto particolare riguardo all’obbligo della p.a. di attivarsi ai fini dell’avveramento delle condizioni. [B] Sull’onere della p.a., ove un professionista agisca nei suoi confronti per l’adempimento di un contratto d’opera professionale in cui il pagamento del compenso sia subordinato all’avveramento di una determinata circostanza non verificatasi, di dimostrare  di essersi attivata per l’avveramento della condizione. [C] Sulla nullità della clausola di un contratto pubblico di prestazione d’opera professionale che condizioni il pagamento del compenso da parte della p.a. contraente all’approvazione del progetto definitivo. [D] Sul dovere della p.a. di cooperare all’adempimento dell’appaltatore.
Tribunale di Venezia, 23 febbraio 2026
[A] Sull’idoneità dell’affidamento in subappalto, effettuato in mancanza di autorizzazione della stazione appaltante e comunque in difetto dei presupposti di legge, a costituire valido motivo di risoluzione del contratto d’appalto pubblico principale. [B] Sulla forma che devono rivestire i contratti stipulati con la p.a.. [C] Sulla (im)possibilità di configurare una responsabilità risarcitoria per violazione dei principi di buona fede ed affidamento in capo alla p.a. che abbia accettato le prestazioni realizzate in esecuzione di un appalto pubblico pur consapevole della circostanza che parte dei lavori è stata eseguita tramite subappalti non autorizzati. [D] Sulla (im)possibilità per appaltatore e subappaltatori di richiedere alla p.a. committente, per la parte di lavori realizzata tramite contratto di subappalto stipulato in assenza di autorizzazione e comunque in difformità dalle norme pubblicistiche, il compenso per le prestazioni già eseguite previsto dall’art. 1458 c.c. o l’indennizzo previsto dall’art. 2041 c.c.. 
Corte d’Appello di Messina, 27 febbraio 2026
[A] Sulla validità del rapporto contrattuale instauratosi tra stazione appaltante ed appaltatore per mezzo di ordinanze contingibili ed urgenti aventi ad oggetto l’affidamento o la proroga di un appalto del servizio di raccolta rifiuti per ragioni di sicurezza ambientale ai sensi dell’art. 161 del d.lgs. 152/2006, anche in assenza di un contratto scritto. [B] Sulle modalità di determinazione del compenso dovuto all’appaltatore per le opere già realizzate in caso di parziale inadempimento di un contratto d’appalto a corpo.
Corte d’Appello di L’Aquila, 27 febbraio 2026
[A] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante ed appaltatore, prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 36/2023, di invocare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per eccessiva onerosità sopravvenuta, avuto riguardo all’(in)applicabilità dell’art. 1467 c.c. agli appalti pubblici. [B] Sulla (im)possibilità di dedurre il corretto adempimento dell’operatore economico ad un contratto pubblico dall’archiviazione dell’ANAC del procedimento di annotazione nel casellario informatico dei contratti pubblici.
Corte d’Appello di Napoli, 18 febbraio 2026
Sulla necessità che il DURC dell’appaltatore pubblico sia regolare al momento del pagamento del corrispettivo e sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di regolarizzare il DURC dopo la presentazione dell’offerta, anche in caso di violazioni previdenziali insorte durante l’esecuzione.
Corte d’Appello di Milano, 25 febbraio 2026
[A] Premessa la finalità dell’istituto delle riserve, sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di avanzare pretese concernenti pregiudizi non oggetto di tempestiva riserva. [B] Sulle modalità di iscrizione delle riserve concernenti fatti produttivi di danno continuativo. [C] Sulla facoltà che, nella vigenza del d.m. 49/2018, l’appaltatore pubblico deve preventivamente esercitare per vedersi rimborsati i maggiori oneri sopportati per il ritardo della consegna dei lavori. [D] Sul momento in cui l’appaltatore deve iscrivere le riserve attinenti alla sospensione di lavori pubblici nella vigenza del d.m. 49/2018, avuto riguardo ai principi giurisprudenziali in tema di tempestività e ratio delle riserve.
Tribunale di Napoli, 4 marzo 2026
[A] Sulla (ir)rilevanza, ai fini dell’individuazione del valore di un appalto pubblico, del ribasso offerto in sede di gara. [B] Sui presupposti necessari affinché la stazione appaltante risponda dei maggiori oneri derivanti all’appaltatore dall’anomalo andamento di lavori pubblici: in particolare sulle problematiche relative alla presenza di sottoservizi.
Tribunale di Gorizia, 5 marzo 2026
Sulla (im)possibilità di ritenere integrato il requisito del periculum in mora nell’ipotesi in cui l’appaltatore agisca in via cautelare per la sospensione degli effetti della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico in ragione dei danni che gli deriverebbero dalla comunicazione all’ANAC prevista dall’art. 222 del d.lgs. 36/2023 e sul giudice competente  per le controversie afferenti all’annotazione nel casellario ANAC.
Corte d’Appello di Lecce, sede distaccata di Taranto, 13 febbraio 2026
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo nell’ambito delle concessioni e degli appalti pubblici. [B] Sulle conseguenze determinate dalla circostanza che la Giunta Comunale abbia adottato l’atto di indirizzo di una procedura di affidamento in luogo del Consiglio Comunale, avuto riguardo alla (in)validità del contratto d’appalto o di concessione pubblica che ne deriva.
Tribunale di L’Aquila, 5 marzo 2026
Sulla (in)compatibilità con l’ordinamento europeo delle norme nazionali che pongono limiti quantitativi al subappalto, nel caso di specie dell’art. 105, co. 2 del d.lgs. 50/2016 e dell’art. 1, co. 18 del d.l. 32/2019 conv. in l.55/2019.
Tribunale di Venezia, 23 febbraio 2026
[A] Sull’idoneità dell’affidamento in subappalto, effettuato in mancanza di autorizzazione della stazione appaltante e comunque in difetto dei presupposti di legge, a costituire valido motivo di risoluzione del contratto d’appalto pubblico principale. [B] Sulla forma che devono rivestire i contratti stipulati con la p.a.. [C] Sulla (im)possibilità di configurare una responsabilità risarcitoria per violazione dei principi di buona fede ed affidamento in capo alla p.a. che abbia accettato le prestazioni realizzate in esecuzione di un appalto pubblico pur consapevole della circostanza che parte dei lavori è stata eseguita tramite subappalti non autorizzati. [D] Sulla (im)possibilità per appaltatore e subappaltatori di richiedere alla p.a. committente, per la parte di lavori realizzata tramite contratto di subappalto stipulato in assenza di autorizzazione e comunque in difformità dalle norme pubblicistiche, il compenso per le prestazioni già eseguite previsto dall’art. 1458 c.c. o l’indennizzo previsto dall’art. 2041 c.c..