Corte d’Appello di Reggio Calabria, 27 gennaio 2026
[A] Sul momento in cui l’opera pubblica o la prestazione di un servizio pubblico si intendono accettati dalla p.a. committente, con effetti liberatori per l’appaltatore. [B] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che, in caso di sopraggiunta impossibilità nell’esecuzione dell’opera, richieda al committente il pagamento delle opere già compiute ai sensi dell’art. 1672 c.c..
Tribunale di Roma, 18 febbraio 2026
[A] Sull’atto con cui devono essere costituiti i R.T.I., sul soggetto che ha rappresentanza esclusiva - anche processuale - delle imprese riunite e sul momento sino a cui tale rappresentanza perdura. [B] Sulla facoltà della mandante di un R.T.I. aggiudicatario di un appalto pubblico, in caso di fallimento della mandataria, di agire in giudizio per tutelare i propri diritti di credito. [C] Sulla (im)possibilità di dedurre dall’autonomia nella gestione, negli adempimenti fiscali e negli oneri sociali delle imprese associate in R.T.I. una deroga alla generale disciplina della rappresentanza esclusiva della mandante, nel caso di specie avuto riguardo al soggetto legittimato ad esperire azione di rivalsa IVA verso la p.a..
Tribunale di Latina, 3 febbraio 2026
[A] Sul giudice competente in materia di legittimità della risoluzione anticipata di contratto d’appalto pubblico disposta dalla p.a. committente e del correlato diritto dell’appaltatore alla prosecuzione del rapporto. [B] Sul diritto dell’appaltatore pubblico di agire in giudizio per l’accertamento dell’inadempimento della p.a. committente ove essa abbia risolto unilateralmente il contratto. [C] Sui presupposti che, negli appalti pubblici, devono sussistere ai fini della configurabilità dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione ai sensi dell’art. 1672 c.c., avuto riguardo al caso di sequestro del cantiere da parte della procura della repubblica. [D] Se, in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per colpa del committente, le spese generali ed il mancato utile siano dovuti all’appaltatore in via presuntiva o siano da provare. [E] Sulle modalità di riconoscimento e quantificazione della lesione dell’utile dell’appaltatore in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per colpa della p.a. nella vigenza del d.p.r. 207/2010. [F] Sui limiti entro cui la stazione appaltante può escutere la cauzione definitiva, avuto riguardo anche all’onere probatorio posto in capo alla medesima. [G] Sull’inquadramento giuridico e sull’operatività delle garanzie fideiussorie rese negli appalti pubblici.
Tribunale di Reggio Calabria, 26 gennaio 2026
[A] Sull’obbligo per la mandataria di A.T.I., aggiudicataria di un appalto pubblico, di comunicare alle mandanti la proposizione di domande giudiziali e stragiudiziali inerenti al contratto d’appalto. [B] Premesso in generale l’obbligo dell’aggiudicataria di mantenere i requisiti SOA per l’intera durata di un appalto pubblico, sulla responsabilità risarcitoria che sorge in capo all’impresa - anche, ove quest’ultima sia in A.T.I., nei confronti delle altre imprese raggruppate - che ometta di attivarsi per il rinnovo delle SOA durante l’esecuzione dell’appalto.
Tribunale di Roma, 10 febbraio 2026
Sulla validità della clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda l’invariabilità del corrispettivo in deroga alla disciplina sulla revisione dei prezzi
Tribunale di Firenze, 3 febbraio 2026
Sulle caratteristiche del controllo analogo sull’affidataria rilevante affinché la p.a. sia dispensata dall’avviare una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.
Corte d’Appello di Bologna, 9 febbraio 2026
[A] Sulle conseguenze determinate, anche con riferimento ai termini prescrizionali del credito dell’appaltatore, dall’inutile decorso del termine per l’esecuzione del collaudo negli appalti pubblici con riguardo al diritto dell’appaltatore di richiedere il pagamento del saldo e delle ritenute effettuate dalla p.a. nonché la restituzione della cauzione definitiva, l’estinzione delle garanzie prestate ed il risarcimento dei danni per spese di custodia, manutenzione dell’opera, smobilitazione del cantiere ed altre maggiori spese. [B] Sul momento da cui, negli appalti pubblici, decorrono gli interessi di mora sulla rata di saldo in caso di ritardo nell’esecuzione del collaudo. [C] Sull’assoggettabilità alla disciplina degli interessi delle ritenute a garanzia effettuate dalla stazione appaltante sui SAL nel corso di un appalto pubblico.
Tribunale di Palermo, 26 gennaio 2026
[A] Sulla (im)possibilità per la stazione appaltante, a fronte dell’impossibilità temporanea della prestazione da parte di un appaltatore pubblico (nel caso di specie per le temporanee difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime cagionate dal conflitto russo-ucraino), di risolvere unilateralmente il contratto d’appalto e sulla possibilità in tal caso di procedere alla rinegoziazione prevista dall’art. 9 del d.lgs. 36/2023. [B] Sull’obbligo del garante, anche in presenza dell’impegno ad effettuare il pagamento a semplice richiesta della stazione appaltante e della rinunzia ad opporre le eccezioni inerenti al rapporto principale, di verificare che l’escussione della garanzia richiesta a causa del ritardo nella prestazione da parte dell’appaltatore pubblico non sia riconducibile a forza maggiore o comunque non sia imputabile alla sfera del debitore e in generale di verificare la non abusività dell’escussione.
Tribunale di Potenza, 9 febbraio 2026
[A] Sui criteri di interpretazione della lex specialis di gara e delle clausole contenute nei contratti d’appalto pubblico. [B] Se il numero dei giorni di servizio e dei pasti preventivati in un contratto d’appalto pubblico di ristorazione debba intendersi vincolante o presuntivo, alla luce di quanto prescritto dall’art. 130 del d.lgs. 36/2023 e dei principi desumibili dalla disciplina previgente.
Tribunale di Roma, 18 febbraio 2026
[A] Sul regime della responsabilità delle imprese raggruppate o consorziate aggiudicatarie di un appalto pubblico nei confronti di stazione appaltante e terzi, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, anche ove per l’esecuzione le medesime costituiscano ulteriori A.T.I. o società consortili per l’esecuzione dei lavori. [B] Sui contratti che devono essere qualificati come subappalto nella vigenza dell’art. 118 del d.lgs. 163/2006. [C] Sulla nullità del contratto di subappalto stipulato in mancanza di autorizzazione della p.a. committente.
Tribunale di Napoli, 28 gennaio 2026
Premessa l’individuazione delle evenienze che consentono di procedere all’interpello progressivo ai sensi dell’art. 140 del d.lgs. 163/2006, sui criteri di interpretazione dell’articolo citato e sulla necessità che sia stipulato con l’operatore che ha presentato la seconda miglior offerta un contratto avente il medesimo contenuto di quello concluso con l’aggiudicatario originale, avuto riguardo al’ipotesi in cui dal secondo vengano proposte condizioni economiche migliorative per la p.a. committente.
Tribunale di Catania, 26 gennaio 2026
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di clausola di revisione dei prezzi. [B] Sulle disposizione che disciplinano la valutazione della p.a. sull’istanza di revisione dei prezzi avanzata dall’aggiudicatario, avuto particolare riguardo all’(in)applicabilità della l. 241/1990 e della disciplina ivi contenuta in tema di preavviso di rigetto. [C] Sui limiti e sui casi in cui, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, l’oscillazione dei prezzi è idonea a fondare la richiesta di revisione dei prezzi da parte dell’appaltatore pubblico e sui presupposti necessari ad addivenirvi, avuto particolare riguardo all’(in)idoneità dell’applicazione di un nuovo CCNL o della modifica in aumento dell’indice FOI a legittimare una richiesta di revisione prezzi. [D] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore pubblico che richieda la revisione dei prezzi.
Tribunale di Roma, 3 febbraio 2026
[A] Sulla tempestività e ammissibilità delle riserve apposte sul verbale di consegna dei lavori di cui all’art. 154, co. 1 del d.p.r. 207/2010 ove l’appaltatore abbia precedentemente sottoscritto senza riserve il verbale di cui all’art. 106, co. 3 del d.p.r. 207/2010 afferente il permanere delle condizioni che consentono l’immediata esecuzione dei lavori. [B] Sul momento in cui deve essere apposta la riserva concernente le pretese derivanti dall’anomalo andamento dei lavori. [C] Sul criterio della curva ad “S” che deve essere utilizzato ai fini della verifica dell’andamento anomalo di lavori pubblici e della valutazione circa le eventuali conseguenti pretese dell’appaltatore. [D] Sull’(in)idoneità dei libri dei cespiti, dei contratti di nolo, delle fatture di acquisto e delle buste paga degli operai a provare l’effettiva presenza in cantiere dei macchinari e delle attrezzature impiegati nel corso dei lavori ai fini del risarcimento del danno subito dall’appaltatore a causa dell’anomalo andamento di lavori pubblici. [E] Sulla decorrenza degli interessi e della rivalutazione monetaria concernenti, in tema di appalti pubblici, l'equo compenso ex art. 1664, co. 2, c.c. riconosciuto all'appaltatore che nel corso dell'opera abbia incontrato difficoltà di esecuzione non previste. [F] Sulla (im)possibilità di considerare l’attività di bonifica bellica dell’area di cantiere da parte dell’appaltatore pubblico come un onere di sicurezza non soggetto a ribasso. [G] Sul momento in cui il contratto d’appalto di opera pubblica si considera ultimato e l’opera accettata dalla p.a..
Tribunale di Napoli, sez. Lavoro, 3 febbraio 2026
[A] Sull’individuazione della disciplina temporalmente applicabile agli incentivi per funzioni tecniche: normativa applicabile alla gara per la quale le prestazioni sono rese o normativa vigente al momento del conferimento dell’incarico? [B] Sui presupposti regolamentari e amministrativi necessari affinché il compenso incentivante possa essere attribuito al personale della stazione appaltante operante nell’ambito di appalti pubblici e sul risarcimento a cui tale personale ha diritto in assenza dei predetti presupposti.
Tribunale di Milano, 9 febbraio 2026
[A] Sul divieto di rinnovo tacito degli appalti o delle concessioni pubbliche e sui presupposti necessari affinché, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, la p.a. possa addivenire alla proroga dei medesimi. [B] Sull’applicabilità alla concessione di servizi pubblici delle norme in materia di proroga dei contratti d’appalto pubblico. [C] Sul carattere eccezionale della proroga tecnica negli appalti e nelle concessioni pubbliche. [D] Sull’onere della p.a., che intenda procedere alla proroga tecnica di appalti o concessioni pubbliche, di motivare le specifiche ragioni che hanno reso impossibile l’affidamento in via ordinaria e sulla (il)legittimità dell’atto di proroga carente della predetta motivazione.
Tribunale di Avellino, 5 febbraio 2026
[A] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che richieda al committente il risarcimento del danno da lesione dell’utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [B] Sulla responsabilità della stazione appaltante che ometta di consegnare all’impresa aggiudicataria le autorizzazioni sismiche necessarie per l’esecuzione delle opere appaltate. [C] Sull’individuazione dei casi in cui la consegna frazionata o parziale di lavori pubblici deve considerarsi legittima o illegittima, in tale ultimo caso avuto riguardo alla responsabilità risarcitoria che sorge in capo alla p.a. ed alla configurabilità di un inadempimento grave idoneo alla risoluzione del contratto d’appalto.
Tribunale di Rovereto, 14 gennaio 2026
[A] Sull’atto su cui devono essere iscritte le riserve e sul soggetto su cui cade l’onere della prova circa la loro tempestività. [B] Sul diritto dell’appaltatore, nella vigenza dell’art. 240 bis del d.lgs. 163/2006, di agire in giudizio per il riconoscimento delle pretese che eccedano il 20% dell’importo contrattuale. [C] Sull’onere processuale posto in capo alla stazione appaltante ai fini della declaratoria di intempestività delle riserve. [D] Premessa l’individuazione delle pretese dell’appaltatore che sono soggette all’onere di riserva, sui documenti su cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere e ribadire le riserve relative alla sospensione dei lavori anche nel caso in cui i pregiudizi non possano essere immediatamente quantificati od a quello in cui la sospensione sia originariamente legittima ma si sia protratta eccessivamente.
Tribunale di Vallo della Lucania, 12 gennaio 2026
[A] Sulla necessità che i compensi incentivanti, stabiliti per il personale dipendente delle amministrazioni operante nelle procedure di affidamento ed esecuzione di appalti pubblici, siano previsti nel quadro economico di ogni singola opera pubblica. [B] Sui presupposti necessari ai fini della corresponsione dei compensi incentivanti al personale delle amministrazioni operante nell’ambito degli appalti pubblici.
Tribunale di Rimini, 14 gennaio 2026
[A] Sulla facoltà delle imprese riunite in A.T.I. - aggiudicataria di un appalto pubblico - di agire direttamente nei confronti della p.a. committente per la riscossione dei crediti nascenti dall’appalto in ipotesi di fallimento della capogruppo e sulle quote di corrispettivo che in tal caso possono essere richieste dalle mandanti e dalla curatela della mandataria. [B] Sull’onere della stazione appaltante di predisporre un progetto esecutivo immediatamente cantierabile, nel caso di specie nella vigenza del d.lgs. 50/2016, avuto riguardo al livello di approfondimento di cui il progetto deve essere provvisto ed ai limiti entro cui l’appaltatore è tenuto a sopperire alle evenutali mancanze progettuali. [C] Sulle conseguenze di un progetto esecutivo gravemente viziato: nullità dell’accordo negoziale o esclusivamente inadempimento contrattuale? [D] Sulla facoltà dell’appaltatore di opere pubbliche di invocare la risoluzione del contratto d’appalto per inadempimento sulla base della disciplina civilistica anche in presenza di un provvedimento di rescissione adottato dalla p.a. committente. [E] Premesso l’effetto restitutorio per equivalente determinato dalla risoluzione di un contratto d’appalto ed il relativo credito restitutorio che sorge a favore dell’appaltatore, sui criteri di determinazione del valore delle opere realizzate dall’impresa ai fini della quantificazione dell’importo che il committente è tenuto a versargli. [F] Sull’individuazione, in generale, dei danni di cui l’appaltatore ha diritto al risarcimento in caso di risoluzione per inadempimento del committente. [G] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di un contratto d’appalto di opere pubbliche. [H] Sul parametro che deve essere utilizzato, anche nella vigenza dell’odierno d.lgs. 36/2023, per la quantificazione del lucro cessante che la stazione appaltante è tenuta a risarcire all’appaltatore nell’ipotesi di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [I] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore di opere pubbliche che chieda il risarcimento del danno curriculare in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente.