Tribunale di Roma, 4 novembre 2025
[A] Sull’applicabilità delle norme civilistiche sull’inadempimento nella fase di esecuzione di un contratto d’appalto pubblico, avuto riguardo al caso in cui sussista un provvedimento unilaterale di risoluzione della stazione appaltante. [B] Premessa l’(ir)rilevanza dell’intempestività delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico, sui limiti entro cui in tal caso il contenuto sostanziale delle riserve assume rilevanza e sulle modalità con cui le relative pretese devono essere fatte valere. [C] Sull’idoneità della mancata corresponsione all’appaltatore dell’anticipazione del prezzo prevista in un contratto d’appalto pubblico a fondare la risoluzione del contratto per inadempimento della p.a. committente. [D] Sui compensi e danni di cui l’appaltatore ha diritto alla corresponsione ed al risarcimento a seguito di risoluzione del contratto d’appalto in corso di esecuzione per colpa del committente, avuto riguardo anche ai lavori già eseguiti. [E] Sulla necessità che, in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico, le pretese contenute nelle riserve siano dedotte e dimostrate secondo le regole ordinarie sull’inadempimento.
Corte d’Appello di Milano, 29 aprile 2025
[A] Sull’obbligatorietà per la p.a., nella vigenza del d.lgs. 296/2006 e del d.lgs. 50/2016, di ricorrere al mercato elettronico MEPA o ad analogo mercato elettronico per l’affidamento di appalti inferiori alla soglia comunitaria e superiori alla soglia normativamente prescritta. [B] Sulla (im)possibilità per la p.a. di procedere ad affidamenti sotto soglia comunitaria senza ricorrere al mercato elettronico anche ove le categorie merceologiche oggetto dell’appalto, presenti su alcune piattaforme elettroniche, manchino su una specifica piattaforma, nel caso di specie il MEPA. [C] Sull’art. del d.lgs. 50/2016 che individua la soglia di rilevanza comunitaria per i mercati elettronici di acquisto di beni e servizi.
Tribunale di Napoli Nord, 20 maggio 2025
Premesse le modalità con cui deve essere effettuato l’affidamento diretto di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40.000,00 euro nella vigenza del d.lgs. 50/2016 ed alla luce delle Linee Guida ANAC, sull’idoneità dei provvedimenti amministrativi - nel caso di specie una determina di un ente locale - a costituire accettazione scritta di una proposta ricevuta da un privato ai fini del regolare perfezionamento di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Terni, 27 gennaio 2025
[A] Premessa la forma che i contratti pubblici devono rivestire a pena di nullità, sulla (im)possibilità di ritenerla rispettata richiamando la sola delibera dell’organo che ha autorizzato la prestazione, sulla (im)possibilità di sanarne la mancanza mediante successive convalide, ratifiche o comportamenti attuativi, sulle modalità con cui essa deve essere dimostrata in giudizio, sul soggetto sui cui ricade l’onere di provarla in caso di inadempimento dell’ente pubblico e sulla sua (in)derogabilità per volontà delle parti. [B] Sui limitati casi in cui è possibile avvalersi della proroga tecnica dei contratti pubblici. [C] Sul divieto per la stazione appaltante di frazionare gli importi di un affidamento al fine di sottrarlo all’applicazione di una o più disposizioni previste in tema di appalti pubblici. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di agire nei confronti della p.a. ai sensi dell’art. 2041 c.c. in mancanza di contratto scritto.
Tribunale di Caltanissetta, 2 dicembre 2024
[A] Premessi i principi generali concernenti il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in tema di affidamenti pubblici, sul giudice competente a giudicare circa la revoca dell’aggiudicazione intervenuta dopo la stipula del contratto per motivi sopravvenuti. [B] Sulle voci che, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, concorrono a formare il corrispettivo di un appalto pubblico ai fini del calcolo del superamento della soglia dell’affidamento diretto avuto riguardo all’orientamento dell’ANAC circa il divieto di frazionamento dell’incarico. [C] Sulla (im)possibilità per la p.a. committente di azionare, in luogo del recesso, la revoca dell’aggiudicazione dopo la stipula di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Avellino, 23 gennaio 2024
[A] Premesso l’inquadramento giuridico dell’istituto dell’anticipazione del prezzo negli appalti pubblici, sull’obbligatorietà dell’anticipazione del 20% del prezzo degli appalti pubblici e sulla (non) obbligatorietà della maggiorazione dal 20% al 30% dell’anticipazione del prezzo prevista dall’art. 207 del Decreto Rilancio. [B] Sulle modalità con cui la p.a. può validamente contratti con i terzi.