Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Articoli pubblicati nel mese di Agosto 2026 (6)
Corte d’Appello di Napoli, 27 febbraio 2026
[A] Sulla (non) necessità per la stazione appaltante, ai fini della valida instaurazione di un rapporto di appalto pubblico in caso di esecuzione d’urgenza nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010, di indicare nel verbale di consegna dei lavori le ragioni che giustificano la consegna anticipata. [B] Sulla natura delle obbligazioni insorte tra stazione appaltante ed appaltatore a seguito di consegna anticipata di lavori pubblici e su quella della responsabilità conseguente all’inadempimento alle medesime. [C] Sull’onere della stazione appaltante di contestare la tardività e la legittimità delle riserve iscritte dall’appaltatore e sull’onere di quest’ultimo di dimostrarne la tempestività. [D] Sulla finalità dell’istituto delle riserve negli appalti pubblici. [E] Sul momento e sui documenti su cui devono essere formulate le riserve afferenti alla sospensione dei lavori ove questa sia divenuta illegittima per la sua eccessiva protrazione. [F] Sulla corretta interpretazione dell’art. 240 bis del d.lgs. 163/2006, avuto riguardo alla facoltà dell’appaltatore di agire in giudizio per vedersi riconosciute le pretese eccedenti il 20% dell’importo contrattuale. [G] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche, in caso di opere extracontratto realizzate in violazione della procedura prevista dall’art. 161 del d.p.r. 207/2010, di richiedere i compensi o di agire a titolo di indebito arricchimento e sui presupposti affinché, in tal caso, possa agire nei confronti del direttore dei lavori. [H] Sul giorno da cui decorrono interessi e rivalutazione relativi alle pretese oggetto di riserva, nel caso di specie concernente l’illegittima sospensione di lavori pubblici.
Corte d’Appello di Milano, 25 febbraio 2026
[A] Premessa la finalità dell’istituto delle riserve, sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di avanzare pretese concernenti pregiudizi non oggetto di tempestiva riserva. [B] Sulle modalità di iscrizione delle riserve concernenti fatti produttivi di danno continuativo. [C] Sulla facoltà che, nella vigenza del d.m. 49/2018, l’appaltatore pubblico deve preventivamente esercitare per vedersi rimborsati i maggiori oneri sopportati per il ritardo della consegna dei lavori. [D] Sul momento in cui l’appaltatore deve iscrivere le riserve attinenti alla sospensione di lavori pubblici nella vigenza del d.m. 49/2018, avuto riguardo ai principi giurisprudenziali in tema di tempestività e ratio delle riserve.
Tribunale di Firenze, 12 marzo 2026
[A] Sull’(in)applicabilità dell’istituto del pagamento diretto della stazione appaltante ai subappaltatori/fornitori che siano stati incaricati di realizzare lavori da singole consorziate designate per l’esecuzione da un consorzio aggiudicatario di lavori pubblici. [B] Sulla (in)configurabilità di una responsabilità solidale del consorzio con attività esterna, anche ove costituito in forma di s.c.a.r.l., per le obbligazioni contratte dalle singole consorziate nell’esecuzione di lavori pubblici.
Tribunale di Roma, 4 marzo 2026
Premessi i criteri di valutazione ed identificazione del nesso causale e dell’evento di danno in materia di perdita di chance negli appalti pubblici, sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che chieda il risarcimento del danno da perdita di chance, avuto particolare riguardo alla necessità di dimostrare la concreta possibilità di aggiudicarsi lavori pubblici e l’utile che l’impresa avrebbe potuto conseguire.
Tribunale di Bari, 14 marzo 2026
[A] Se sia valida la clausola di un contratto pubblico di prestazione d’opera professionale che condizioni il pagamento del compenso da parte della p.a. ad eventi futuri e incerti quali l’ottenimento di finanziamenti pubblici o l’approvazione e validazione di progetti, avuto particolare riguardo all’obbligo della p.a. di attivarsi ai fini dell’avveramento delle condizioni. [B] Sull’onere della p.a., ove un professionista agisca nei suoi confronti per l’adempimento di un contratto d’opera professionale in cui il pagamento del compenso sia subordinato all’avveramento di una determinata circostanza non verificatasi, di dimostrare  di essersi attivata per l’avveramento della condizione. [C] Sulla nullità della clausola di un contratto pubblico di prestazione d’opera professionale che condizioni il pagamento del compenso da parte della p.a. contraente all’approvazione del progetto definitivo. [D] Sul dovere della p.a. di cooperare all’adempimento dell’appaltatore.
Tribunale di Venezia, 23 febbraio 2026
[A] Sull’idoneità dell’affidamento in subappalto, effettuato in mancanza di autorizzazione della stazione appaltante e comunque in difetto dei presupposti di legge, a costituire valido motivo di risoluzione del contratto d’appalto pubblico principale. [B] Sulla forma che devono rivestire i contratti stipulati con la p.a.. [C] Sulla (im)possibilità di configurare una responsabilità risarcitoria per violazione dei principi di buona fede ed affidamento in capo alla p.a. che abbia accettato le prestazioni realizzate in esecuzione di un appalto pubblico pur consapevole della circostanza che parte dei lavori è stata eseguita tramite subappalti non autorizzati. [D] Sulla (im)possibilità per appaltatore e subappaltatori di richiedere alla p.a. committente, per la parte di lavori realizzata tramite contratto di subappalto stipulato in assenza di autorizzazione e comunque in difformità dalle norme pubblicistiche, il compenso per le prestazioni già eseguite previsto dall’art. 1458 c.c. o l’indennizzo previsto dall’art. 2041 c.c..