Premessa la natura (provvedimentale o privatistica?) dell'atto di risoluzione di un contratto d'appalto pubblico disposto dalla p.a. a mente della normativa speciale sugli appalti pubblici, sulla facoltà dell'appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario e di chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell'ordinaria disciplina civilistica sull'inadempimento.
Premassima
a) Premessa la natura (provvedimentale o privatistica?) dell'atto di risoluzione di un contratto d'appalto pubblico disposto dalla p.a. a mente della normativa speciale sugli appalti pubblici, sulla facoltà dell'appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario e di chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell'ordinaria disciplina civilistica sull'inadempimento.
b) Sulla (im)possibilità per stazione appaltante e appaltatore di mutare in giudizio, rispettivamente, le ragioni del provvedimento di risoluzione di un contratto d'appalto pubblico e quelle addotte per contestarne la legittimità e sui limiti entro cui il giudice è tenuto a valutare la validità di predetto provvedimento.
c) Sulla portata della dichiarazione dell'appaltatore di opere pubbliche di accettare senza eccezioni di sorta la consegna dei lavori.
d) Sul ritardo dell'appaltatore idoneo a fondare la risoluzione di un contratto d'appalto pubblico da parte della p.a. committente ai sensi dell'art. 108 del d.lgs. 50/2016.
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