Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
D.LGS 36.2023. Art. 120 (Modifica dei contratti in corso di esecuzione)
Tribunale di Reggio Calabria, 11 dicembre 2025
[A] Sui limiti entro cui opera il potere di disapplicazione dell’atto amministrativo da parte del giudice ordinario. [B] Sul giudice competente in materia di accertamento del diritto di credito derivante da un appalto pubblico. [C] Premessa la distinzione tra proroga e rinnovo di un contratto pubblico, sul divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici e sui tratti distintivi della figura della proroga tecnica e di quella contrattuale alla luce dell’impostazione della giurisprudenza amministrativa recepita dal d.lgs. 36/2023. [D] Sui requisiti di legittimità delle ordinanze contingibili ed urgenti. [E] Sulle caratteristiche e sui presupposti del c.d. affidamento ponte o contratto ponte negli appalti pubblici. [F] Sul soggetto nei cui confronti si instaura il rapporto obbligatorio ove la p.a. abbia assunto un obbligo contrattuale in violazione delle norme di contabilità pubblica e sull’azione in tal caso esperibile dal privato.
Tribunale di Milano, 12 novembre 2025
[A] Premesso il divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici, sull’applicabilità delle norme previste in tema di proroga tecnica dei contratti d’appalto pubblico alle concessioni pubbliche. [B] Sui presupposti necessari ai fini della legittimità della proroga tecnica dei contratti pubblici di appalto o concessione alla luce della giurisprudenza amministrativa.
Corte d’Appello di Messina, 17 luglio 2025
Premessi i limiti e le procedure con cui il direttore dei lavori può disporre modifiche al progetto esecutivo alla luce dell’art. 5 dell’All. II.14 al d.lgs. 36/2023, sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di richiedere compensi o indennizzi alla stazione appaltante per l’esecuzione di varianti disposte dal direttore dei lavori senza la previa autorizzazione della medesima stazione appaltante.
Corte d’Appello di Trieste, 4 giugno 2025
[A] Sull’(in)esistenza, negli appalti pubblici disciplinati dai codici degli appalti anteriori al d.lgs. 36/2023, di un diritto dell’appaltatore alla rinegoziazione del contratto per sopravvenute circostanze imprevedibili che alterino l’equilibrio contrattuale. [B] Sulla rilevanza delle dichiarazioni formali rese dall’operatore economico nella fase di scelta del contraente di un contratto d’appalto pubblico, con particolare riguardo a quelle di aver controllato le voci e le quantità riportate nei computi metrici estimativi e di aver esaminato gli elaborati progettuali. [C] Sulla funzione del computo metrico, del computo metrico estimativo e dell’elenco prezzi negli appalti pubblici con particolare riferimento alla formulazione del preventivo da porre alla base della delibera di approvazione della spesa e del prezzo da porre a base della gara. [D] Sulle conseguenze, in caso di contratto d’appalto a corpo, della difformità tra il prezzo globale e quello ottenuto applicando i prezzi unitari alle quantità previste dal computo metrico.