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ARGOMENTO: CODICE CIVILE. Art. 1458 (Effetti della risoluzione)

Corte d’Appello di Milano, gennaio 2017

[A] Sulla possibilità dell’appaltatore di sospendere i lavori nel caso di ritardato pagamento dei SAL già maturati e sulla disciplina applicabile. [B] Sulla disapplicazione del provvedimento di risoluzione adottato dalla Stazione Appaltante ex art. 136 d.lgs. n. 163/2006 e sulla possibilità di considerare comunque risolto il contratto per colpa della Stazione Appaltante

Corte d’Appello di Genova, gennaio 2017

[A]. Sulla natura parziaria o solidale della responsabilità tra mandante e mandataria di un ATI rispetto ai danni lamentati dalla Stazione Appaltante per vizi dell’opera eseguita, in particolare in caso di fallimento della mandante dopo l’intervenuta risoluzione del contratto[B] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di applicare la penale per intero solo alla mandataria in forza della responsabilità solidale tra partecipanti all’ATI

Lodo Arbitrale, novembre 2015


[A] Sulle ipotesi di ammissibilità e sulla natura della Consulenza Tecnica (CTU). [B] Sull'anomalo andamento dei lavori e sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso in cui il ritardo sia ad essa imputabile. [C] Sull'anomalo andamento dei lavori stradali in caso di esecuzione degli stessi a traffico in corso, o in caso di presenza di auto in sosta nelle aree di intervento. [D] Sulla evoluzione normativa in materia di individuazione dei sottoservizi, in particolare nella Regione Sicilia. [E] Sulla applicabilità o meno alla gara delle norme sopravvenute e delle norme abrogate dopo l'adozione del bando di gara. [F] Sulla disciplina in materia di sottoservizi prima dell'entrata in vigore delle legge Merloni (n. 109/1994). [G] Sui limiti alle responsabilità della Stazione Appaltante e dell'Appaltatore nel caso di ritardi dovuti alla mancata segnalazione nel progetto della presenza nel terreno di sedime di alcuni ostacoli (sottoservizi, ceppaie, panchine, brani di vecchie fondazioni). [H] Sulla rilevanza ai fini della accettazione del progetto della dichiarazione resa dall'aggiudicatario in sede di gara ai sensi dell'art. 106, comma 2, del regolamento d.P.R. n. 207/2010, anche alla luce di quanto disposto dall'art. 26 dello stesso regolamento. [I] Sulla attribuzione della responsabilità per i maggiori oneri derivanti da elementi prevedibili ma non previsti. [L] Sul divieto della revisione dei prezzi negli appalti pubblici e sui limiti di applicazione del meccanismo previsto dall'art. 133 del d.lgs. n. 163/2006. [M] Sui limiti al riconoscimento all'appaltatore dell'equo compenso di cui all'art. 1664, comma 2, cod. civ.. [N] Sui presupposti affinché l'appaltatore abbia diritto al corrispettivo per lavori addizionali non previsti dal contratto e sui limiti alla possibilità di loro riconoscimento in sede di collaudo. [O] Sui limiti e sui presupposti per il risarcimento per i materiali presenti in cantiere al momento dello scioglimento del contratto. [P] Sui presupposti necessari (anche a fini probatori) affinché un articolo pubblicato su un sito internet possa costituire fonte di danno all'immagine per l'Impresa appaltatrice. [Q] Sulla spettanza o meno dei maggiori oneri di sicurezza sostenuti per maggiori lavorazioni, in particolare in caso di opere stradali. [R] Sulla possibilità o meno che l’accettazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento predisposto dalla Stazione Appaltante precluda all’appaltatore di contestarne successivamente il contenuto. [S] Sulla quantificazione del ristoro per gli apprestamenti di sicurezza laddove gli stessi siano previsti dal contratto ma non siano oggetto di quantificazione economica nel computo metrico. [T] Sulle ipotesi di "illegittimità" del provvedimento di risoluzione unilaterale del contratto adottato dalla Stazione Appaltante. [U] Sulla giurisdizione e sul sindacato del giudicante in merito al provvedimento di risoluzione unilaterale del contratto d'appalto adottato dalla Stazione Appaltante. [V] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di far valere nel giudizio arbitrale ragioni di credito vantate verso l'Impresa sottoposta ad amministrazione straordinaria o fallita. [Z] Sulla ammissibilità o meno della domanda riconvenzionale proposta dalla Stazione Appaltante nel giudizio arbitrale contro l'Impresa sottoposta ad amministrazione straordinaria o fallita. [AA] Sulla opponibilità o meno al fallimento del provvedimento di risoluzione unilaterale in danno dell'appaltatore fallito. [BB] Sulla idoneità o meno di un ordine di servizio di riprendere i lavori sospesi a costituire la "relazione di contestazione" necessaria per l'avvio del procedimento di risoluzione del contratto in danno dell'appaltatore ai sensi dell'art. 136 del d.lgs. n. 163/2006. [CC] Sui presupposti di validità ed efficacia della diffida ad adempiere secondo l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione. [DD] Sulle differenze tra fallimento e Amministrazione Straordinaria in merito alla possibilità e ai termini con cui la Stazione Appaltante può procedere alla risoluzione in danno del contratto d'appalto [EE] Sulla perentorietà o meno del termine concesso dalla Stazione Appaltante in caso di contestazioni e sulla necessità o meno che l'eventuale provvedimento di risoluzione in danno tenga conto delle controdeduzioni tardivamente prodotte dall'Impresa. [FF] Sulla necessità da parte della Stazione Appaltante di accertare la gravità dell'inadempimento prima di procedere alla risoluzione in danno del contratto d'appalto: in particolare sulla gravità del ritardo nell'adempimento. [GG] Sui presupposti affinché il ritardo nell'esecuzione dei lavori possa considerarsi grave. [HH] Sul danno risarcibile all'appaltatore in caso di illegittima risoluzione unilaterale da parte della Stazione Appaltante. [II] Sull'effetto retroattivo o meno della risoluzione contrattuale. [LL] Sul danno risarcibile in caso di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante: lucro cessante. [MM] Sulla quantificazione del danno per lucro cessante in caso di illegittima risoluzione unilaterale del contratto da parte della Stazione Appaltante. [NN] Sui possibilità per il giudicante di liquidare un danno maggiore di quello richiesto dall'Appaltatore, laddove nelle conclusioni venga usata la formula "ovvero la somma maggiore o minore ritenuta dovuta". [OO] Sulla sussistenza o meno dell’onere di formulare riserve nel caso di doglianze dirette ad ottenere la risoluzione del contratto per colpa della Pubblica Amministrazione e la condanna di quest’ultima al risarcimento dei conseguenti danni. [PP] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito al calcolo del danno dovuto all'appaltatore in ragione dell'effetto retroattivo della risoluzione contrattuale, in particolare per quanto attiene le opere già eseguite (prezzo di mercato o valore contrattuale?). [QQ] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto e sulla accoglibilità o meno delle riserve formulate dall'Appaltatore in caso di dichiarata risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante. [RR] Sugli interessi dovuti sulle somme liquidate a titolo risarcitorio, conseguenti all'illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante e sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria. [SS] Sulla decorrenza degli interessi legali. [TT] Sulla spettanza o meno degli interessi anatocistici. [UU] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sui mancati pagamenti, sui crediti per i beni esistenti in cantiere e sul mancato guadagno. [VV] Sulla rilevanza del collaudo al fine di poter qualificare il credito dell'appaltatore come certo, liquido ed esigibile

Lodo Arbitrale, marzo 2015

[A] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede in merito alla omessa verifica di fattibilità dell'intervento e alla omessa rimozione delle eventuali carenze riscontrate e sulla risoluzione del contratto per inadempimento. [B] Sulla rilevanza o meno, ai fini dell'attribuzione della responsabilità, del fatto che l'impresa abbia preso cognizione del progetto (poi risultato inattuabile) e dato atto della sua esecutività. [C] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto d'appalto per inadempimento ai sensi dell'art. 1458 c.c. e sulle obbligazioni restitutorie conseguenti alla declaratoria di risoluzione. [D] Sulla possibilità o meno di esaminare nel merito le riserve iscritte dall'Impresa laddove venga dichiarata la risoluzione del contratto per inadempimento ex art. 1453 ss. c.c.. [E] Sulla risarcibilità o meno del mancato utile nell'ipotesi di risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante, e sulla eventuale misura di tale risarcimento

Lodo Arbitrale, febbraio 2014

[A] Sulla necessità o meno di iscrivere le riserve a pena di decadenza sugli ordini di servizio. [B] Sui limiti alla necessità di iscrivere tempestiva riserva sul verbale di consegna dei lavori: in particolare in caso di indisponibilità giuridica delle aree. [C] Sulla necessità o meno di contestare fin dalla consegna dei lavori la presenza di interferenze non segnalate: sottoservizi, ritrovamenti rocciosi, ordigni bellici. [D] Sugli effetti prodotti dalla dichiarazione resa in sede di gara dall'Impresa di presa di coscienza del progetto e dei lavori da eseguire possa costituire preclusione per successive contestazioni. [E] Sul contenuto della diffida ad adempiere ex art. 1454, affinché la stessa possa generare l'effetto risolutorio. [F] Sulle valutazioni necessarie in caso di reciproche domande di risoluzione del contratto per inadempimento, avanzate ai sensi dell'art. 1453 c.c.. [G] Sulle caratteristiche necessarie alla qualificazione del progetto come "progetto esecutivo" ai sensi dell'art. 93 del codice e sulla rilevanza di eventuali pattuizioni che spostano sull'impresa gli oneri progettuali incombenti sulla committenza. [H] Sulla efficacia o meno della clausola del contratto o del capitolato speciale in cui si preveda l'onere per l'Appaltatore di predisporre il Piano Operativo di Sicurezza, anche con riguardo alle interferenze aeree, stradali, sotterranee, ordigni esplosivi. [I] Sulle modalità di calcolo dei danni risarcibili all'Impresa in caso di anomalo andamento lavori per cause imputabili alla Stazione Appaltante: Spese generali. [L] Segue: mancato utile e onere della prova. [M] Segue: improduttivi oneri per attrezzature. [N] Segue: improduttivo costo della manodopera. [O] Sugli effetti prodotti sulle obbligazioni contrattuali dalla risoluzione del contratto d'appalto per inadempimento della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, ottobre 2014

[A] Sugli effetti del mancato pagamento dell'acconto richiesto dal collegio arbitrale. [B] Sulla giurisdizione a decidere sulla domanda di risoluzione del contratto e sulla contrapposta risoluzione disposta dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 136 del Codice. [C] Sulle valutazione che il giudicante deve svolgere per valutare l'importanza dell'inadempimento in caso di reciproche domande di risoluzione. [D] Sulle ipotesi di legittimità della consegna frazionata. [E] Sull'obbligo per la Stazione Appaltante di assicurare la piena disponibilità delle aree sin dalla fase antecedente l’indizione della gara e sul generale obbligo di cooperazione dato dagli artt. 1175, 1206, 1375 c.c.. [F] Sull'obbligo per la Stazione Appaltante di restituzione delle garanzie nel caso di mancata esecuzione del collaudo nei termini di legge. [G] Sull'entità del risarcimento dovuto all'impresa per i lavori non eseguiti nel caso venga dichiarata la risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante. [H] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto riguardo all'importo dovuto all'appaltatore per i lavori già eseguiti. [I] Sulla risarcibilità o meno del danno curriculare lamentato dall'Impresa per la risoluzione anticipata del contratto causata dall'inadempimento della Stazione Appaltante e sulla sua quantificazione. [L] Sulla rilevanza o meno della tempestività delle riserve in caso di risoluzione del contratto. [M] Sulla quantificazione dei danni derivanti da anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante e sulle differenze con i danni risarcibili per illegittima sospensione dei lavori: spese generali. [N] Sul risarcimento di interessi e rivalutazione monetaria. [O] Sul pubblico interesse, quale causa legittimante di una sospensione dei lavori. [P] Sui danni risarcibili in caso di accertata illegittimità della sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante: le spese generali

Lodo Arbitrale, ottobre 2014

[A] Sulle modalità e sui termini per eccepire l'incompetenza del collegio arbitrale e sulla validità della clausola arbitrale inserita nel contratto ma non prevista nel bando di gara. [B] Sulla validità ed efficacia della clausola compromissoria inserita nel contratto d'appalto in difformità al bando di gara che escludeva la competenza degli arbitri. [C] Sulla proroga del termine per la decisione dell'arbitrato ai sensi dell'art. 820, quarto comma, c.p.c.. [D] Sui presupposti per la legittimità della sospensione dei lavori. [E] Sulla necessità o meno di formulare specifica riserva affinché l'Impresa possa chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. [F] Sulla quantificazione del risarcimento del danno derivante dalla risoluzione del contratto per inadempimento. [G] Sul danno risarcibile in caso di accertato anomalo andamento lavori per causa imputabile alla Stazione Appaltante: Spese generali. [H] Segue: mancato utile, in particolare in caso di risoluzione del contratto per inadempimento. [I] Sulla risarcibilità o meno del pregiudizio da perdita di chance e danno curriculare derivante dalla risoluzione contrattuale per inadempimento della Stazione appaltante per la presunta mancata acquisizione di requisiti tecnico - economici di qualificazione

Lodo Arbitrale, luglio 2014

[A] Sulle valutazioni che il Collegio giudicante deve compiere nel caso di contrapposte domande volte all'estinzione del contratto per recesso e per risoluzione per inadempimento. [B] Sull'interpretazione delle clausole contrattuali in cui si prevede l'onere di esperire un tentativo di conciliazione quale presupposto per l'avvio del giudizio. [C] Sulle valutazioni da svolgere per verificare la gravità o meno dell'inadempimento ai fini della risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1455 cod. civ.. [D] Sulla autonomia contrattuale delle parti nello stabilire le conseguenze prodotte dalla risoluzione del contratto. [E] Sulla facoltà o meno delle parti di una concessione di lavori pubblici di traslare convenzionalmente il rischio d'impresa sulla parte pubblica. [F] Sulla possibilità o meno di ricomprendere nell'indennizzo dovuto al concessionario gli oneri relativi al contratto di swap a copertura dei rischi derivanti dalla oscillazione dei tassi di interesse sul finanziamento contratto per l'intervento oggetto di concessione. [G] Sui limiti della clausola compromissoria relativa alle controversie sulla risoluzione di un contratto

Lodo Arbitrale, luglio 2014

[A] Sui requisiti di ammissibilità della Consulenza Tecnica d'Ufficio. [B] Sui doveri di correttezza e buona fede della Stazione Appaltante. [C] Sulle valutazioni che il giudicante deve svolgere al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per la risoluzione del contratto per inadempimento ai sensi degli artt. 1453 e 1455 cod. civ.. [D] Sugli effetti prodotti dal decorso del termine concesso dall'Impresa con diffida ai sensi dell'art. 1454 cod. civ. e sugli accertamenti necessari ai fini della verifica sulla gravità dell'inadempimento. [E] Sulla possibilità di configurare un grave inadempimento, ai sensi dell'art. 1455 cod. civ., nella predisposizione da parte della Stazione Appaltante di un progetto incompleto. [F] Sulla gravità o meno dell'inadempimento della Stazione Appaltante che ritardi l'adozione di una variante con conseguente lunga sospensione dei lavori. [G] Sul diritto dell'appaltatore ad ottenere lo svincolo delle fideiussioni in caso di mancata esecuzione del collaudo nei termini di legge. [H] Sulla risarcibilità del danno da mancato utile in caso di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante e sulla sua quantificazione. [I] Sugli effetti prodotti dalla dichiarata risoluzione del contratto sul valore delle opere eseguite e sul diritto dell'Impresa ad ottenere il corrispettivo del valore venale delle stesse ai sensi dell'art. 1458 cod. civ.. [L] Sulla risarcibilità del danno curriculare causato dal mancato conseguimento della migliore qualifica SOA in caso di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante, sulla sua quantificazione e sulla possibilità di quantificazione in via equitativa. [M] Sulla applicabilità o meno del regime delle riserve nel caso di declaratoria di risoluzione del contratto per inadempimento. [N] Sulla liquidazione di interessi e rivalutazione monetaria sulle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno per sospensione illegittima dei lavori. da parte della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, marzo 2014

[A] Sulla validità della clausola compromissoria in caso di invalidità del contratto o di sopravvenuta risoluzione dello stesso. [B] Sulla interpretazione della clausola compromissoria. [C] Sulla applicabilità delle penali contrattuali per ritardo nel caso di risoluzione del contratto per mutuo dissenso. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa avvalersi della CTU resa in altro giudizio arbitrale e prodotta in giudizio da una delle parti

Lodo Arbitrale, marzo 2014

[A] Sulla validità ed efficacia della clausola compromissoria contenente il mero richiamo agli artt. 240 e 241 del Codice. [B] Sulle valutazione da affrontare al fine di decidere sulle reciproche domande di risoluzione per inadempimento avanzate dalle parti ai sensi degli artt. 133 e 136 del Codice e sulla possibilità di risolvere il contratto per mutuo dissenso ex art. 1453, comma 2, e 1458 cod. civ.. [C] Sui limiti e sui presupposti all'esercizio dell'eccezione di inadempimento, di cui all'art. 1460 cod. civ., da parte dell'Impresa. [D] Sul dovere di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante e sul suo contenuto. [E] Sulle caratteristiche proprie del progetto esecutivo e sulle responsabilità della Stazione Appaltante in caso di presenza di sottoservizi non segnalati. [F] Sul danno risarcibile all'Impresa in caso di anomalo andamento dei lavori per causa riconducibile alla Stazione Appaltante: spese generali. [G] Segue: sulla quantificazione del pregiudizio per spese generali. [H] Segue: improduttivo immobilizzo di macchinari e attrezzature. [I] Segue: mancato utile. [L] Segue: interessi e rivalutazione monetaria

Lodo Arbitrale, marzo 2014

[A] Sulla responsabilità della stazione appaltante per violazione degli obblighi di correttezza e di collaborazione di cui agli artt. 1175 e 1376 cod. civ. e sugli effetti prodotti sul contratto. [B] Sugli accertamenti da eseguire in caso di notifica di diffida ad adempiere ex art. 1454 cod. civ. e sulle conseguenze connesse al decorso del termine concesso. [C] Sulla risarcibilità e sul calcolo del danno emergente e del lucro cessante risarcibile all'Impresa in caso di risoluzione del contratto dovuta a grave inadempimento della Stazione Appaltante, nonché sulla possibilità di procedere ad una quantificazione in via equitativa

Lodo Arbitrale, marzo 2014

[A] Sull'onere di iscrizione delle riserve nel registro di contabilità. [B] Sui danni risarcibili a seguito della pronuncia di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante: mancato utile sull'ineseguito e danno curriculare. [C] Segue: sui danni da anomalo andamento conseguenti alla declaratoria di risoluzione del contratto per inadempimento

Lodo Arbitrale, febbraio 2014

[A] Sulla autonomia della clausola compromissoria rispetto al contratto d'appalto cui accede. [B] Sugli effetti prodotti dal decorso del termine per l'adempimento qualificato essenziale dalle parti, nonché sulla valutazione in merito alla essenzialità del termine. [C] Sulla imputazione della responsabilità nel caso di ritardato pagamento da parte della Stazione Appaltante dovuto a colpa dell'ente finanziatore. [D] Sulla necessità o meno di valutare la gravità dell'inadempimento nel caso di decorso del termine qualificato essenziale. [E] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione per inadempimento della transazione non novativa e sulla possibilità o meno che riprenda efficacia il contratto precedente. [F] Sulla diffida ad adempiere ex art. 1455 c.c. e sugli oneri richiesti al creditore[G] Sulla verifica del requisito di “gravità” dell'inadempimento per la risoluzione del contratto. [H] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione appaltante, ex art. 1458 c.c. e sulle modalità di calcolo del valore delle opere eseguite dall'appaltatore. [L] Sulla possibilità o meno di riconoscere ulteriori voci di risarcimento del danno oggetto di riserve nel caso di risoluzione per inadempimento della Stazione Appaltante, con conseguente obbligo di pagamento del valore venale delle opere eseguite

Lodo Arbitrale, dicembre 2013

[A] Sulla ammissibilità o meno dell'eccezione di incompetenza del Collegio Arbitrale formulata nelle memorie successive alla costituzione in giudizio. [B] Sulla clausola arbitrale contenuta nel capitolato speciale d'appalto e sulla necessità o meno di apposita sottoscrizione ai sensi dell'art. 1341 c.c.. [C] Sulla possibilità e sui termini per impugnare l'atto di nomina del Presidente del Collegio effettuata dalla Camera Arbitrale. [D] Sulla fondatezza o meno della domanda di risoluzione del contratto per i ritardati pagamenti da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla qualificazione della "gravità dell'inadempimento" al fine di giustificare la risoluzione del contratto ai sensi degli artt. 1453 e 1455 cod. civ.. [F] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante per i ritardati pagamenti dovuti a responsabilità dell'ente finanziatore. [G] Sulla natura e sulle caratteristiche del dovere di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante. [H] Sulla risarcibilità del lucro cessante (mancato utile sui lavori non eseguiti) conseguente alla risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [I] Sugli effetti retroattivi della risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 1458 c.c. e sulle modalità di calcolo del valore dei lavori già eseguiti da parte dell'impresa. [L] Sulla quantificazione del valore venale delle opere eseguite ai fini della quantificazione del risarcimento dovuto all'impresa a seguito della risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante. [M] Sul diritto al risarcimento dei pregiudizi subiti dall'Impresa a causa dell'anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante. [N] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante per i pregiudizi subiti dall'Impresa nel caso di sospensione dei lavori o rallentamento degli stessi dovuto alla necessità di approvare una perizia di variante. [O] Sull'operatività o meno del regime decadenziale delle riserve nel caso di pronunciata risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [P] Sugli atti "idonei" a ricevere l'iscrizione delle riserve dell'Impresa. [Q] Sulla possibilità o meno che la notifica dell'atto di avvio del procedimento arbitrale prima della redazione del conto finale possa far venire meno la presunzione di accettazione dello stesso derivante dalla mancata sottoscrizione con riserva. [R] Sulle voci di danno risarcibili in caso di anomalo andamento lavori: Spese generali. [S] Segue: quantificazione delle spese generali. [T] Sui rapporti tra sospensione illegittima e anomalo andamento lavori in particolare riguardo alla quantificazione delle spese generali. [U] Sulle voci di danno risarcibili in caso di anomalo andamento lavori: improduttivo utilizzo di macchinari ed attrezzature. [V] Segue: mancato utile. [Z] Sulla spettanza di interessi e rivalutazione monetaria, sui termini e sulle modalità di calcolo di tali voci di danno

Cassazione Civile, Sez. I, Sent. febbraio 2013

[A] Sugli obblighi della Stazione Appaltante di assicurare all'Impresa per tutta la durata del contratto la possibilità giuridica e materiale di eseguire i lavori e sul diritto e sulla possibilità o meno che la sospensione dei lavori da parte dell'impresa per causa imputabile alla Stazione Appaltante possa configurare inadempimento. [B] Sulla inammissibilità dell'azione finalizzata ad ottenere sia l'adempimento al contratto, sia la risoluzione dello stesso e sugli effetti della risoluzione per inadempimento ai sensi dell'art. 1458 c.c.. [C] Sulla possibilità o meno di esaminare le riserve regolarmente iscritte dall'Impresa laddove venga accolta la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, ottobre 2013

[A] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante in caso di anomalo andamento dei lavori. [B] Sugli effetti prodotti dalla diffida ad adempiere ex art. 1454 cod. civ. notificata dall'Impresa e rimasta senza riscontro. [C] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto d'appalto per colpa della Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 1458 c.c..[D] Sui limiti al diritto dell'Impresa di sospendere le lavorazioni in caso di mancati pagamenti da parte della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, novembre 2013

[A] Sulle circostanze idonee a giustificare l'iscrizione di riserva nel verbale di consegna lavori. [B] Sulla risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante e sulla applicabilità della disciplina dettata in tema di riserve legate al risarcimento danni da sospensione illegittima. [C] Sulla possibilità di ridurre l'importo del risarcimento per spese generali nel caso di anomalo andamento lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante, in caso di violazione da parte dell'impresa degli obblighi di cui all'art. 1227 c.c.

Lodo Arbitrale, ottobre 2013

[A] Sulla illegittimità della sospensione lavori disposta dalla Stazione Appaltante per carenza dei fondi necessari. [B] Sulla illegittima protrazione sine die del provvedimento di sospensione. [C] Sugli obblighi di correttezza e buona fede posti a carico della Stazione Appaltante affinché l'appaltatore possa dare regolare esecuzione ai lavori senza impedimenti. [D] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante e sulla possibilità di configurare l'appalto pubblico come contratto a prestazioni periodica o continuativa ai fini della irretroattività degli effetti della risoluzione ai sensi dell'art. 1458 cod. civ.. [E] Sulla possibilità o meno di calcolare il danno subito dall'Impresa in conseguenza della risoluzione del contratto per inadempimento considerando il valore venale delle opere eseguite e non il valore contrattuale. [F]Sul risarcimento danni dovuti all'Impresa in caso di sospensione illegittima dei lavori: spese generali. [G] Segue: ritardata percezione dell'utile. [H] Segue: vincolo passivo di mezzi e macchinari. [I] Sulla natura e sugli effetti della diffida ad adempiere trasmessa dall'Impresa alla Stazione Appaltante e sulla possibilità o meno che la protrazione della sospensione possa costituire causa di risoluzione del contratto per inadempimento. [L] Sul risarcimento del danno riguardante l'utile sulle opere non eseguite in caso di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante. [M] Sulla spettanza di rivalutazione monetaria ed interesse sulle somme liquidate dal Collegio all'Impresa a titolo risarcitorio

Cassazione Civile, Sez. I, Sent. giugno 2013

[A]Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto d'appalto per grave inadempimento di una delle parti. [B] Sulla qualificazione degli importi chiesti dall'appaltatore per le opere già eseguite in caso di risoluzione del contratto per inadempimento

Lodo Arbitrale, luglio 2013

[A] Sulle ipotesi in cui la transazione può avere carattere novativo. [B] Sulla legittimità o meno degli affidamenti globali, con definizione successiva (mediante atti integrativi) del vincolo contrattuale relativamente agli importi successivamente finanziati in eccedenza rispetto a quello originario presunto. [C] Sulla disciplina dell'affidamento unitario e sulla natura dei contratti integrativi stipulati successivamente alla entrata in vigore della disciplina comunitaria in materia di settori esclusi. [D] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto sulle eccezioni di tardività dell'iscrizione delle riserve a parte dell'Appaltatore. [E] Sulla possibilità o meno che la mancanza di risorse finanziarie della Stazione Appaltante possa legittimare la sospensione dei lavori appaltati. [F] Sugli effetti della pronuncia di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante e sulla necessità o meno di avanzare espressamente le domande restitutorie. [G] Sulla risarcibilità dei costi di immobilizzazione dei mezzi gommati nel caso di anomalo andamento dei lavori in assenza di formale sospensione lavori

Cassazione Civile, Sez. I, marzo 2013

[A] Sulla validità o meno della clausola compromissoria nel caso di risoluzione o rescissione del contratto d'appalto. [B] Sui limiti alla competenza del Collegio Arbitrale e sulla possibilità per le parti di ampliare le rispettive domande in corso di giudizio. [C] Sulla possibilità o meno che il permanere di un unico soggetto consorziato possa determinare l'estinzione del Consorzio

Lodo Arbitrale, maggio 2013

[A] Sulla competenza del Collegio Arbitrale a decidere sulle domande ex art. 2043 e 2041 c.c. e sui criteri interpretativi della clausola compromissoria contenuta nel contratto d'appalto. [B] Sulle pretese dell'appaltatore soggette all'onere di iscrizione di tempestiva riserva. [C] Sulla subordinazione o meno al regime delle riserve della domanda dell'Appaltatore finalizzata ad ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [D] Sulle verifiche che il Collegio deve svolgere per valutare la legittimità o meno del provvedimento di risoluzione del contratto per inadempimento disposto dalla Stazione Appaltante. [E] Sulla sorte del contratto nel caso di reciproca domanda di risoluzione per inadempimento proposta da entrambe le parti nell'ipotesi in cui non siano ravvisati gli estremi del grave inadempimento per nessuna delle due

Lodo Arbitrale, maggio 2013

[A] Sulla natura pubblicistica o privatistica del provvedimento di risoluzione del contratto emesso dalla Stazione Appaltante e sulla competenza del Collegio arbitrale a pronunciarsi su tale risoluzione. [B] Sulla fondatezza o meno della domanda dell'appaltatore finalizzata ad ottenere l'annullamento del contratto per errore, in ragione della mancanza dell'Elenco Prezzi al momento della formulazione dell'offerta. [C] Sull'onere di iscrizione di tempestiva riserva nel caso di sospensione illegittima dei lavori, ovvero anomalo andamento degli stessi. [D] Sulla giurisdizione del Giudice Ordinario ovvero del Giudice Amministrativo riguardo all'accertamento della legittimità della risoluzione contrattuale per inadempimento disposta dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 136 d.lgs. n. 163 del 2006. [E] Sulla possibilità o meno da parte del Collegio di dichiarare la risoluzione del contratto per mutuo dissenso in caso di reciproca domanda di risoluzione per inadempimento, laddove non fossero riscontrabili i gravi motivi di cui all'art. 1453 e ss. c.c.. [F] Sulla efficacia retroattiva o meno della risoluzione per mutuo dissenso

Lodo Arbitrale, marzo 2013

[A] Sulla applicabilità o meno degli artt. 1453 c.c. e ss. al contratto di appalto pubblico in caso di domanda di risoluzione del contratto per inadempimento. [B] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto per inadempimento di una delle parti, ai sensi degli artt. 1453 e 1458 c.c. e sulle caratteristiche per la retroattività degli effetti ex art. 1458 c.c.. [C] Sulla natura residuale dell'azione di arricchimento senza causa ai sensi dell'art. 2041 c.c. e sulle ipotesi di inammissibilità della stessa ex art. 2042 c.c.

Lodo Arbitrale, febbraio 2013

[A] Sulle conseguenze prodotte sulla clausola compromissoria dalla risoluzione del contratto. [B] Sulla competenza del Collegio a decidere anche in materia di inadempimento o di risoluzione del contratto o a decidere su controversia che, seppure relativa a fatti successivi alla risoluzione contrattuale, è originata dal contratto di appalto contenente la clausola compromissoria. [C] Sugli effetti della risoluzione del contratto per mutuo dissenso sulle obbligazioni pendenti tra le parti e sulle domande giudiziali proposte

Cassazione Civile, sez. I, maggio 2012

Sulla risarcibilità o meno delle maggiori spese generali sostenute dall'appaltatore nel caso di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante e sull'onere della prova posto a carico dell'Impresa

Lodo Arbitrale, marzo 2013

[A] Sulle verifiche necessarie per la decisione della domanda di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante avanzata dall'Impresa e sulla valutazione della "gravità" dell'inadempimento. [B] Sulla possibilità o meno che la violazione del dovere di cooperazione da parte della Stazione Appaltante possa costituire grave inadempimento idoneo a giustificare la risoluzione in danno del contratto, ai sensi dell'art. 1453 cod. civ.. [C] Sull'effetto della pronunciata risoluzione parziale sulle riserve e sulla conseguente necessità o meno di valutare la tempestività o meno delle stesse. [D] Sulla possibilità o meno che, a seguito della risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante, all'Appaltatore spetti il diritto al pagamento dei lavori eseguiti ai prezzi attuali di mercato. [E] Sulla spettanza o meno all'Appaltatore del 10% sui lavori non eseguiti in caso di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante e sulla decorrenza degli interessi. [F] Sulle valutazioni necessarie nel caso di reciproca domanda di risoluzione del contratto per inadempimento. [G] Sulle ipotesi in cui si può configurare la nullità parziale ex artt. 1346 e 1418 c.c. del contratto per impossibilità dell'oggetto

Lodo Arbitrale, dicembre 2012

[A] Sulla nullità o meno della clausola compromissoria non sottoposta a specifica approvazione per iscritto a norma dell'art. 1341 cod. civ.. [B] Sulle valutazioni svolte dal Collegio in caso di reciproca domanda di risoluzione per inadempimento e sulla verifica della natura dell'inadempimento al fine di valutare se possa considerarsi di non scarsa importanza. [C] Sulla giurisdizione del Collegio arbitrale a valutare la legittimità del provvedimento di risoluzione in danno adottato dalla Stazione Appaltante per grave inadempimento dell'Appaltatore. [D] Sulla possibilità o meno che la presenza di interferenze per sottoservizi non indicati in progetto sia per sé suscettibile di integrare gli estremi del grave inadempimento della Stazione Appaltante. [E] Sui presupposti affinché il ritardo nel pagamento delle somme dovute a titolo di acconto legittimi l'appaltatore ad avvalersi dell'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. e a rifiutare la prosecuzione dei lavori. [F] Sugli effetti prodotti tra le parti dalla pronuncia di risoluzione del contratto per inadempimento, ai sensi dell'art. 1458 c.c.. [G] Sulla applicabilità o meno della rivalutazione monetaria sulle somme oggetto di restituzione a seguito della dichiarata risoluzione del contratto per inadempimento. [H] Sul danno risarcibile in caso di risoluzione per inadempimento: mancato utile. [I] Sulle caratteristiche e sui limiti per valutare la legittimità o meno delle sospensioni disposte dalla Stazione Appaltante. [L] Sulla tempestività e sulle modalità di iscrizione delle riserve iscritte dall'Impresa per contestare la legittimità della sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante e le altre ipotesi di c.d. "fatti continuativi". [M] Sulla necessità o meno di verificare la tempestività delle riserve laddove venga pronunciata la risoluzione del contratto per colpa della Stazione Appaltante e sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva in merito alle pretese dirette ad ottenere la risoluzione del contratto. [N] Sulla legittimità o meno della sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante in ragione della necessità di rimuovere una cabina ENEL non indicata negli elaborati del progetto appaltato. [O] Sulla possibilità o meno che la dichiarazione con cui l'imprenditore dà atto di essersi recato sul luogo dei previsti lavori e di aver preso conoscenza delle condizioni possa impedire future contestazioni in merito a pregiudizi subiti in conseguenza della necessità di rimuovere ostacoli che impediscano il corretto svolgimento dei lavori. [P] Sul diritto dell'appaltatrice ad ottenere il prolungamento del termine dei lavori nel caso di anomalo andamento dovuto a colpa della Stazione Appaltante. [Q] Sulla natura dei danni risarcibili all'impresa in caso di illegittima sospensione dei lavori. [R] Segue: Spese Generali. [S] Segue: improduttivo ammortamento del personale, dei macchinari e delle attrezzature. [T] Segue: sulla risarcibilità o meno del mancato ammortamento dei macchinari gommati. [U] Segue: mancato utile. [V] Sulla riconoscibilità o meno della domanda di adeguamento prezzi contrattuali nel caso di accoglimento della domanda di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [Z] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sulle somme liquidate all'impresa a seguito di pronuncia di risoluzione del contratto per colpa della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, settembre 2012

[A] Sulla competenza a decidere del Collegio sulle domande di condanna svolte dalla Stazione Appaltante contro l'Impresa poi dichiarata fallita, laddove la Stazione appaltante abbia chiesto che delle domande stesse sia tenuto conto quali eccezioni di compensazione. [B] Sul regime delle preclusioni nel procedimento arbitrale. [C] Sulla possibilità o meno che il comportamento del contraente finalizzato alla tardiva esecuzione del contratto possa costituire rinuncia all'effetto risolutivo data dall'essersi avvalso della clausola risolutiva espressa. [D] Sulle valutazioni che il Collegio arbitrale deve svolgere nel caso di reciproca domanda di risoluzione del contratto. [E] Sulla possibilità o meno che il collegio dichiari la risoluzione del contratto per mutuo consenso nel caso di reciproche domande di risoluzione per inadempimento, laddove non sia individuabile un inadempimento prevalente. [F] Sul diritto o meno del Concessionario all'adeguamento ISTAT dei corrispettivi stabiliti in convenzione

Lodo Arbitrale, luglio 2012

[A] Sul termine decadenziale di 150 giorni dal collaudo dell'opera per l'avvio del giudizio arbitrale previsto dal d.m. 145/2000 e sulla natura abrogatrice o meno dell'art. 31bis l. 109/94, introdotto dalla l. 166/2002 (c.d. merloni ter). [B] Sugli effetti prodotti nella regolazione del rapporto tra le parti della dichiarazione di risoluzione del contratto. [C] Sulla possibilità o meno che il valore di mercato sulla cui base valutare la reintegrazione patrimoniale delle parti a seguito della dichiarata risoluzione del contratto corrisponda al prezzo concordato nel contratto dichiarato risolto. [D] Sugli interessi dovuti sulle somme liquidate all'Appaltatore a titolo di reintegrazione patrimoniale a seguito della dichiarazione di risoluzione del contratto. [E] Sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate all'Appaltatore a titolo di reintegrazione patrimoniale a seguito della dichiarazione di risoluzione del contratto

Lodo Arbitrale, giugno 2012

[A] Sulla operatività o meno del termine decadenziale di sessanta giorni dalla comunicazione della risoluzione, previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962, anche alla facoltà di contestare la risoluzione disposta dalla Stazione appaltante. [B] Sulla decorrenza del termine decadenziale previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962 e sulla necessità o meno della notificazione a mezzo del pubblico ufficiale della copia integrale ed autentica dell'atto. [C] Sulla possibilità o meno che la domanda produca effetti decadenziali quando la decisione dell'amministrazione sia adottata prima l'approvazione del collaudo. [D] Sulla possibilità o meno che la domanda proposta davanti al giudice ordinario (privo di giurisdizione) possa considerarsi idonea ad evitare la decadenza di cui all'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962. [E] Sulla idoneità dell'atto risolutorio adottato ai sensi dell'art. 119, d.p.r. n. 554/1999 dalla Stazione Appaltante a determinare il fatto storico dell'interruzione del rapporto contrattuale, a prescindere dalla circostanza che ne venga in seguito accertata giudizialmente l'illegittimità e sulla residua tutela per l'Appaltatore. [F] Sul risarcimento del danno dovuto all'Impresa in caso di dichiarata illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante: il mancato utile. [G] Segue: le immobilizzazioni di cantiere. [H] Segue: la perdita di chance. [I] Segue: il danno curriculare, morale e all'immagine. [L] Sulla fondatezza o meno della domanda di disapplicazione della penale per il ritardo nell'esecuzione delle opere nell'ipotesi in cui venga accertata la illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante. [M] Sulla tardività della riserva iscritta dall'impresa in relazione ai danni subiti in conseguenza dei c.d. "fatti continuativi"

Lodo Arbitrale, giugno 2012

[A] Sugli effetti prodotti in merito alla successione nel contratto dai seguenti eventi: fusioni societarie, incorporazioni, trasformazioni e cessioni d'azienda. [B] Sulla legittimazione processuale delle mandanti di ATI ad intervenire nel giudizio arbitrale. [C] Sul diritto di recesso della Stazione Appaltante dal contratto stipulato con l'appaltatore e sulla possibilità o meno che il recesso sia dichiarato per fatti concludenti. [D] Sulle valutazioni del Collegio in caso di reciproca domanda di risoluzione per inadempimento e sugli effetti della risoluzione per mutuo dissenso

Lodo Arbitrale, giugno 2012

[A] Sugli effetti prodotti dall'annullamento in autotutela, ovvero anche in sede giurisdizionale, del provvedimento di aggiudicazione sul conseguente contratto stipulato tra Stazione Appaltante e Impresa. [B] Sulla autonomia della clausola compromissoria rispetto al contratto cui accede e sugli effetti prodotti dalla nullità o inefficacia, originaria o sopravvenuta del negozio stesso. [C] Sulle valutazioni che il Collegio arbitrale deve svolgere al fine di valutare la gravità dell'inadempimento per pronunciarsi sulla reciproca domanda di risoluzione del contratto d'appalto. [D] Sulla possibilità o meno per il Collegio di pronunciare la risoluzione per mutuo consenso ex art. 1372 c.c. qualora tutte le parti di un contratto ne invocano la risoluzione ma non riscontri i requisiti di cui agli artt. 1453 e ss c.c.. [E] Sugli effetti diversi prodotti dallo scioglimento del contratto d'appalto per mutuo dissenso rispetto alla risoluzione per grave inadempimento. [F] Sulle ipotesi in cui un atto stragiudiziale trasmesso alla Stazione Appaltante può essere ritenuto idoneo a costituire valida iscrizione di riserva

Lodo Arbitrale, agosto 2009

[A] Su caso in cui le parti di un contratto a prestazioni corrispettive ne chiedano giudizialmente la risoluzione per inadempimento. [B] Sull'incremento dei costi dei mezzi di produzione verificatosi a causa dell’anomalo andamento dei lavori. [C] Sul danno da mancato utile in caso di anomalo andamento dei lavori

Lodo Arbitrale, novembre 2009

[A] Sulla quantificazione del risarcimento del danno che spetta all’appaltatore in caso di risoluzione del contratto per colpa della stazione appaltante. [B] Sull’opzione concessa alle parti di sciogliere di comune accordo il contratto senza indennità in caso di sospensione dei lavori, ed il conseguente diritto dell'appaltatore al risarcimento dei danni solo nel caso in cui l'amministrazione si sia opposta a tale richiesta di scioglimento

Lodo Arbitrale, febbraio 2009

[A] Sulle sorti della domanda di risoluzione proposta dall’impresa antecedentemente rispetto alla risoluzione disposta d'ufficio dal Comune per abbandono del cantiere. [B] Sui casi in cui l’appaltatore, oltre ad essere tenuto a segnalare le inadeguatezze progettuali, è obbligato ad astenersi dall'esecuzione del progetto ed a chiedere la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno. [C] Sul dovere di collaborazione che grava sulla stazione appaltante. [D] Sull’anomalo andamento dei lavori e sulla necessità di riconoscere la sola ritardata percezione dell’utile di impresa oppure anche la mancata percezione dello stesso. [E] Sulle tabelle per valutare la congruenza importo dei lavori - costo della manodopera utilizzate dalle Casse Edili. [F] Sul superamento del quinto del valore di gara per la singola categoria dei lavori e sulla possibilità o meno di riconoscere per ciò solo l'equo compenso. [G] Sulla procedura che deve essere osservata affinché l’appaltatore possa richiedere il riconoscimento di una parte del risparmio conseguito in virtù di una variante migliorativa dallo steso proposta ai sensi dell’art. 11 del D.M. n. 145/2000

Lodo Arbitrale, febbraio 2009

[A] Sui poteri della stazione appaltante in caso di frode, grave negligenza o contravvenzione agli obblighi e alle condizioni stipulate. [B] Sull’atto di risoluzione unilaterale del contratto e sui limiti del sindacato esercitatile dal collegio arbitrale. [C] Sui limitati casi in cui la stazione appaltante può ricorrere alla sospensione lavori. [D] Sulla sospensione lavori e sul diritto dell’appaltatore di chiedere lo scioglimento del contratto senza indennità e il conseguente diritto al risarcimento dei danni in caso di rifiuto dell'amministrazione. [E] Sulla possibilità o meno da parte della stazione appaltante di disporre la risoluzione del contratto in caso di DURC irregolare. [F] Sul risarcimento del danno da illegittima sospensione dei lavori quanto alle spese generali ed agli oneri di custodia del cantiere. [G] Sull’anomalo andamento dei lavori e sulla necessità di risarcire il solo danno da ritardato utile di impresa oppure anche quello da mancata percezione dell’utile. [H] La mancata regolarità del DURC può inibire esclusivamente la possibilità di concreta erogazione del titolo di spesa corrispondente alla rata di acconto e non anche le operazioni di allibramento contabile

Lodo Arbitrale, gennaio 2009

Sulla quantificazione del risarcimento del danno in caso di risoluzione del contratto per fatto del committente

Lodo Arbitrale, gennaio 2009

[A] Sulla competenza a decidere la controversia in caso di contrasto tra la clausola compromissoria contenuta nel capitolato speciale e la norma contenuta nel contratto d’appalto. [B] Sugli effetti retroattivi della risoluzione del contratto per inadempimento della committente

Lodo Arbitrale, luglio 2009

[A] Sull'art. 340 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E, e sul diritto dell'amministrazione di rescindere il contratto. [B] Sull’ipotesi particolare di risoluzione del contratto in danno dell'appaltatore prevista dall'art. 340 legge ll.pp. per il caso di frode. [C] Sugli inadempimenti dell’appaltatore ritenuti dalla giurisprudenza come cause legittime di risoluzione contrattuale. [D] Il provvedimento di rescissione (risoluzione) contrattuale può considerarsi viziato sia per illegittimità di carattere formale, sia di carattere sostanziale. [E] Concedendo la proroga l’amministrazione riconosce implicitamente la non imputabilità del ritardo all’appaltatore. [F] Sui provvedimenti che deve assumere il direttore dei lavori in caso di abbandono del cantiere da parte dell’impresa. [G] In caso di illegittima risoluzione del contratto trova applicazione l’art. 345 legge ll.pp.

Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 109

[A] Sulla risoluzione del contratto disposta dalla stazione appaltante e sulla rilevanza o meno dell’omessa trasmissione del relativo provvedimento all'appaltatore. [B] Sull’omessa iscrizione alla Cassa Edile del luogo nel quale vengono impiegati i lavoratori. [C] Sull’inadeguatezza del Piano Sanitario predisposto dall'Impresa ed allegato al P.O.S. [D] Sul P.O.S. recante indicazione dell’organico medio presente in cantiere, senza specificare la mansione di ognuno, la relativa idoneità, la data dell'ultima visita e/o dichiarazione cumulativa del medico competente che gli operai sono idonei ognuno alla propria mansione specifica. [E] Sulla dichiarazione del medico di presa visione del Piano Sanitario, allegata al P.O.S. ma priva di data, firma e timbro. [F] Sull’applicazione del CCNL dei metalmeccanici nonostante il contratto d’appalto imponga l’applicazione del CCNL dell’edilizia. [G] Sulla mancata documentazione da parte dell’impresa in merito al corso di formazione e informazione circa i rischi connessi alle mansioni da svolgere ed i rischi connessi all’attività di cantiere. [H] Sulla possibilità o meno di escutere la cauzione definitiva a titolo di penale

Lodo Arbitrale, maggio 2008 n. 60

Nel dichiarare la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1458 c.c. (con effetti "retroattivi"), si dovrà imporre ai contraenti di restituire o ricevete in restituzione rispettivamente la prestazione ricevuta o quella eseguita


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