Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sul rapporto tra clausola compromissoria e contratto principale alla luce della novella introdotta dall’art. 20 del D. Lgs. 2 febbraio 2006 n. 40. [B] Sui presupposti necessari affinché il Collegio possa indagare sulla fondatezza o meno della domanda di arricchimento senza causa avanzata dall’Impresa. [C] Sulla natura residuale o meno della domanda di arricchimento senza causa Lodo Arbitrale, dicembre 2010 Sulla necessità o meno che l’Impresa dia la prova di avere richiesto l’estinzione delle fideiussioni per ottenere il risarcimento dei premi corrisposti a causa della maggiore durata dell’appalto T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, gennaio 2012 Sull’ammissibilità o meno di un variate ai sensi dell’art. 132 del D.lgs 163 del 2006 per la necessità di tener conto del traffico su una data strada nelle varie stagioni dell’anno Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sulla efficacia o meno della clausola compromissoria nei confronti del curatore del fallimento dell’Impresa che aveva sottoscritto il contratto d’appalto. [B] Sulla efficacia o meno della clausola compromissoria nei confronti dell’Impresa che ha avviato la procedura di concordato preventivo Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sui presupposti necessari affinché possa avvenire tra le parti la compensazione dei rispettivi crediti e debiti, ai sensi dell’art. 1241 cod. civ.. [B] Sui requisiti e sugli effetti della compensazione c.d. “legale”, di cui all’art. 1243, comma 1, cod. civ., e sulle differenze rispetto alla compensazione c.d. “giudiziale” di cui all’art. 1243, comma 2, cod. civ.. [C] Sulla competenza o meno degli arbitri a conoscere della eccezione di compensazione. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio conosca del diritto di credito opposto in compensazione, relativo a rapporti estranei alla convenzione di arbitrato. [E] Sulla impugnabilità e/o annullabilità della pronuncia arbitrale in relazione al credito opposto in compensazione estraneo alla convenzione di arbitrato, per superamento dei limiti della convenzione arbitrale. [F] Sui requisiti e sugli effetti della compensazione nel caso in cui l’Imprenditore sia in stato di fallimento. [G] Sulla sussistenza o meno della giurisdizione del Collegio arbitrale a decidere l’eccezione di compensazione sollevata dalla Stazione Appaltante nei confronti del Fallimento dell’Impresa o sulla devoluzione della decisione al Giudice Fallimentare Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sui presupposti necessari alla risoluzione di diritto del contratto d’appalto a seguito del decorso del termine concesso dalla Stazione Appaltante con diffida, notificata ai sensi dell’art. 1454 c.c. e sulle verifiche oggettive e soggettive dell’inadempimento. [B] Sulla necessità o meno della sussistenza del requisito della “gravità” dell’inadempimento per la risoluzione di diritto del contratto a seguito di diffida resa ai sensi dell’art. 1454 c.c.. [C] Sulle ipotesi di legittima sospensione dell’appalto, ai sensi dell’art. 30 del d.P.R. n. 1063/1962. [D] Sulla natura dei danni risarcibili nel caso di illegittima sospensione di un appalto di progettazione. [E] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri per “spese generali” sostenuti dall’Impresa in caso di illegittima sospensione di un appalto di progettazione e sulla misura di dette spese Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sulla successione o meno nel contratto di appalto in corso di esecuzione dell’Amministrazione che ha ottenuto per legge il trasferimento delle competenze afferenti la realizzazione delle opere oggetto del contratto e sulla applicabilità o meno della disciplina di cui all’art. 1406 e ss. cod. civ.. [B] Sulla automaticità o meno del venire meno dei rapporti in corso con l’ente che cede le competenze in ragione di un trasferimento legislativo delle funzioni. [C] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità in capo alla Stazione Appaltante nel caso di anomalo andamento dei lavori dovuti alla indisponibilità delle somme necessarie a procedere agli espropri nei termini di validità della dichiarazione di pubblica utilità. [D] Sulla natura vincolante o meno per il Collegio delle quantificazioni dei danni operate dal CTU. [E] Sulla tipologia e sulla quantificazione dei danni risarcibili per anomalo andamento dei lavori: diminuito utile. [F] segue: spese generali. [G] segue: ritardata formazione dell’utile. [H] segue: ridotto o mancato ammortamento macchinari e attrezzature. [I] segue: stipendi e personale. [L] segue: mancato ammortamento impianto di cantiere. [M] segue: vincolo fideiussorio. [N] segue: perdita di chance. [O] segue: danno per perdita di valore economico Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sugli elementi che caratterizzano il contratto d’opera intellettuale tra la Stazione Appaltante e il progettista che esegua progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva. [B] Sull’onere della prova a carico della Stazione Appaltante per dimostrare l’inadempimento del progettista. [C] Sui limiti alla ammissibilità di una consulenza tecnica (CTU) finalizzata a dimostrare l’inesatto adempimento da parte del progettista. [D] Sul diritto o meno del progettista di ottenere anche il risarcimento del maggior danno ai sensi dell’art. 1224, 2° comma, c.c., e sull’onere della prova sul punto Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sulla natura giuridica del Commissario Delegato a gestire lo stato di emergenza e sui limiti al potere da questi legittimamente esercitabile. [B] Sul limite di durate temporale del diritto del concessionario a gestire l'opera e sulla possibilità o meno per la Pubblica Amministrazione di derogare a tale limite. [C] Sull’orientamento comunitario in materia di contemperamento tra i principi di libera concorrenza e la fissazione della durata della concessione Lodo Arbitrale, novembre 2010 Sulla configurabilità o meno di una rinuncia tacita della Stazione Appaltante a far valere la decadenza per tardività delle riserve, nel caso di mancato rilievo espresso da parte della D.L. Lodo Arbitrale, novembre 2010 Sulla tempestività o meno della riserva iscritta nel conto finale e sui requisiti necessari ad evitare la decadenza nella formulazione delle riserve Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sul momento in cui l’Appaltatore deve formulare la riserva per pregiudizi o maggiori esborsi conseguenti alla sospensione dei lavori. [B] Sugli effetti prodotti dalla diffida ad adempiere notificata dall’Impresa e sulla necessità o meno di accertare la sussistenza di un inadempimento da parte della Stazione Appaltante idoneo a giustificare la risoluzione invocata con la diffida stessa. [C] Sulla possibilità o meno per l’Appaltatore di chiedere la risoluzione del contratto in caso di prolungata sospensione dei lavori e sui presupposti necessaria alla legittima richiesta di risoluzione. [D] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto d’appalto di opera pubblica per inadempimento dell’Amministrazione. [E] Sulla risarcibilità o meno del mancato utile dell’Impresa nel caso di risoluzione del contratto d’appalto di opera pubblica per inadempimento dell’Amministrazione e sulla misura dello stesso. [F] Sulla natura di debito di valore o debito di valuta del risarcimento dei danni derivanti da illegittima sospensione dei lavori e sulla debenza o meno della rivalutazione monetaria Lodo Arbitrale, ottobre 2010 Sulla possibilità o meno che la parte possa perseguire l’eccezione sul vizio di costituzione del Collegio, anche laddove abbia depositato memorie nell’ambito del giudizio arbitrale Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla necessità o meno che le riserve, per essere efficaci, siano iscritte nel registro di contabilità e confermate all’atto della sottoscrizione del conto finale. [B] Sulla legittimazione della singola società facente parte di un ATI a promuovere l’arbitrato e sui problemi relativamente al quantum risarcibile al singolo per riserve iscritte dall’ATI in corso di esecuzione del contratto. [C] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante rinunci alla decadenza disposta dalla legge in ordine alla regolarità della procedura stabilita per l'iscrizione delle riserve nei registri di contabilità. [D] Sulla possibilità o meno che l’accettazione dell’opera senza riserve da parte della Stazione Appaltante liberi l’appaltatore della garanzia per difformità di cui all’art. 1667 cod. civ. Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sugli effetti prodotti sulla validità della clausola compromissoria dalla risoluzione del contratto d’appalto intervenuta nel corso dell’esecuzione dello stesso. [B] Sulle modalità applicative della risoluzione del contratto d’appalto prevista dall’art. 119 del D.p.r. n. 554/1999, in caso di applicazione di penali superiori al 10% del valore del contratto Lodo Arbitrale, ottobre 2010 Sulla possibilità o meno che il Collegio riduca in via equitativa l’importo richiesto per spese generali e ritardato utile a causa del periodo della sospensione lavori, nell’ipotesi in cui nello stesso periodo l’Impresa abbia eseguito altri lavori sul medesimo cantiere Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla proponibilità o meno di due distinte domande di arbitrato, relative allo stesso rapporto, l’una per la decisione sulle riserve inerenti la costruzione, l’altra sulle riserve inerenti la gestione, e sull’eventuale contrasto con il generale principio di buona fede. [B] Sui limiti alla possibilità di frazionare l’azione giurisdizionale, alla luce dei canoni di correttezza e buona fede evidenziati dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 23726 del 15.11.2007. [C] Sulla validità ed efficacia del contratto d’appalto sottoscritto per la Stazione Appaltante da un organo non munito della rappresentanza e sulla possibilità o meno di successiva ratifica implicita da parte dell’organo munito della legale rappresentanza. [D] Sulla distinzione tra consegna frazionata a consegna mancata in relazione alla applicabilità o meno della decadenza dalla pretesa relativa al prolungamento dei lavori per l'omesso esercizio della facoltà di recesso di cui agli artt. 129 o 133 del regolamento di cui al D.P.R. n.554/1999. [E] Sulla possbilità o meno che il giudizio arbitrale abbia luogo in corso d’opera. [F] Sulla risarcibilità o meno dell'incremento del prezzo dei materiali ferrosi dovuto all’illegittimo allungamento dei lavori e sulla procedibilità o meno di tale domanda in sede arbitrale. [G] Sull’entità della penale massima che la Stazione Appaltante può applicare all’Impresa in caso di ritardo nei lavori imputabile a quest’ultima e sulla possibilità o meno per il Collegio arbitrale di ridurne d’ufficio l’ammontare Consiglio di Stato, Sezione VI, novembre 2011 L’onere della relazione geologica sussiste già al momento della progettazione definitiva T.A.R. Veneto, Sezione I, novembre 2011 In caso di illegittima aggiudicazione della gara all’impresa pretermessa va liquidato il risarcimento del danno e tuttavia il criterio del 10%, se pure è in grado di fondare una presunzione su quello che normalmente è l'utile che una impresa trae dall'esecuzione di un appalto, non possa essere oggetto di applicazione automatica Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo o del Giudice Ordinario in materia di definizione dell’entità della revisione prezzi da accordare all’Impresa appaltatrice. [B] Sui criteri di calcolo dettati dalla Cassazione in materia di definizione dell’entità della revisione dei prezzi nel corso dell’appalto. [C] Sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo o del Giudice Ordinario in materia di possibilità di fruire della revisione prezzi Lodo Arbitrale, agosto 2010 [A] Sulla incidenza o meno dell’aumento della tariffa di smaltimento rifiuti sul rapporto negoziale in essere tra Impresa e Comune e sulla possibilità che possa far sorgere il diritto a maggiori corrispettivi. [B] Sulla possibilità o meno che la mancata vendita di prodotti realizzati con materiali riciclati, a causa della mancata crescita della raccolta differenziata, possa essere oggetto di specifico risarcimento all’interno del giudizio arbitrale. [C] Sull’onere della prova richiesto per dimostrare l’esistenza di un maggior danno derivante dal diminuito potere d’acquisto della moneta Lodo Arbitrale, giugno 2010 [A] Sulla possibilità o meno di considerare rinunciata una eccezione sollevata nel corso del giudizio arbitrale ma non riproposta in sede di precisazione delle conclusioni. [B] Sugli effetti prodotti dalla mancata iscrizione di riserve da parte dell’appaltatrice. [C] Sulla possibilità o meno di ottenere la risoluzione del contratto nel caso in cui l’impresa abbia continuato a dare esecuzione al contratto anche successivamente all’inadempimento della Stazione Appaltante Lodo arbitrale, aprile 2011 [A] Sulla possibilità o meno che la nomina degli arbitri e del presidente del Collegio possa costituire comportamento concludente tale da far ritenere manifesta la volontà delle parti di deferire la controversia al giudizio arbitrale, pur in assenza di clausola compromissoria espressa. [B] Sulla ammissibilità o meno di domande nuove proposte dall’Impresa nelle memorie successive alla domanda di arbitrato e sulla applicabilità o meno delle preclusioni di cui all’art. 183 c.p.c. al giudizio arbitrale Lodo Arbitrale, aprile 2011 Sulla applicabilità o meno degli interessi moratori previsti dal Capitolato Generale sui compensi per prestazioni aggiuntive rispetto al prezzo contrattuale, contestate dalla Stazione Appaltante in sede di esecuzione e riconosciute a seguito del giudizio arbitrale Lodo Arbitrale, febbraio 2011 [A] Sugli effetti prodotti dal trasferimento delle funzioni in materia di gestione del territorio e infrastrutture dalla Regione alla Provincia sui contratti in corso di esecuzione. [B] Sulla necessità o meno che la Regione venga chiamata nel giudizio arbitrale instaurato tra l’Impresa e la Provincia a seguito del trasferimento delle funzioni nel cui ambito opera il contratto in corso di esecuzione. [C] Sulla sussistenza o meno di un potere del Collegio arbitrale di imporre alla Pubblica Amministrazione l’obbligazione di compiere un atto di natura discrezionale. [D] Sulla sussistenza o meno dell’obbligo a carico della Stazione Appaltante di procedere al pagamento degli importi maturati fino alla sospensione dei lavori, nel caso in cui la sospensione abbia durata superiore a novanta giorni e sulla disciplina degli interessi. [E] Sull’applicabilità o meno agli appalti pubblici della disciplina sugli interessi moratori di cui al D. Lgs. 231/2002, attuativo della Direttiva 2000/35/CE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali Lodo Arbitrale, febbraio 2011 [A] Sulla efficacia o meno del contratto stipulato dalla Pubblica Amministrazione prima della approvazione dello stesso da parte dell’organo competente e sulla sua eseguibilità. [B] Sulla nullità o meno del contratto a seguito del mancato rispetto delle regole in base alle quali è nulla la presupposta delibera che impegna una spesa senza attestazione della relativa copertura finanziaria. [C] Sulla nullità o sull’annullabilità del contratto derivante da possibili inosservanze delle regole relative all’evidenza pubblica nella scelta del contraente (ora art. 57, d.lgs. 163/2006). [D] Sugli effetti del c.d. “patto di stabilità interno” sui contratti in corso di esecuzione e sulla possibilità o meno di deroga al principio di esigibilità delle obbligazioni contrattualmente assunte dalla PA. [E] Sulla possibilità o meno che il Collegio arbitrale proceda alla liquidazione in via equitativa ex 1226 cod. civ. dei danni richiesti, pur in assenza di istanza di parte. [F] Sulla determinazione del dies a quo per il calcolo degli interessi legali conseguenti ad illecito contrattuale e sulla possibilità o meno di applicare a tali fattispecie la mora automatica di cui all’art. 1219 cod. civ. Lodo Arbitrale, gennaio 2011 Sulle conseguenze prodotte dal fallimento dell’Impresa che ha azionato l’arbitrato sul procedimento arbitrale e sulla eventuale pronuncia del lodo Lodo Arbitrale, gennaio 2011 [A] Sugli effetti prodotti sul contratto di appalto in corso di esecuzione dalle variazioni richieste dalla Stazione Appaltante, con particolare riguardo a tempi di consegna, penali e prezzo. [B] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa opporre la previsione pattizia dell’inclusione della posa in opera nel costo dell’intervento contestato, nel caso in cui l’Amministrazione abbia imposto diverse modalità di posa in opera. [C] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa calcolare i maggiori costi sostenuti dall’Impresa, facendo la media tra le quantificazioni fatte dalle parti, in assenza di altri elementi univoci Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sulla esistenza o mento di un diritto potestativo della Stazione Appaltante di procedere all’esame del progetto di massima realizzato dal professionista aggiudicatario. [B] Sulla possibilità o meno che eventuali richieste avanzate dal Sindaco nel corso dell’esecuzione del contratto possano impegnare l’ente. [C] Sulla possibilità o meno di configurare un affidamento giuridicamente rilevante a favore del professionista incaricato in ragione del comportamento omissivo della Stazione Appaltante. [D] Sulla riconoscibilità o meno al professionista incaricato dell’aumento sugli onorari previsti per l’attività espletata pari al 25% nel caso in cui questi abbia potuto svolgere l’incarico di progettazione solo parzialmente per effetto della condotta omissiva dell’ente Lodo Arbitrale, luglio 2010 [A] Sulla evoluzione normativa in materia di clausola di revisione prezzi nei contratti pubblici per l’appalto di servizi. [B] Sulla configurabilità o meno di una rinuncia tacita, o per fatti concludenti, alla clausola di revisione prezzi da parte dell’Impresa. [C] Sulla natura degli interessi moratori inseriti nel contratto d’appalto e sulla prescrizione applicabile in caso di appalto di servizi avente natura periodica. [D] Sulla applicabilità o meno agli appalti di servizi della prescrizione decennale del diritto agli interessi moratori, di cui all'art. 36 Capitolato Gen. OO.PP. [E] Sulla sussistenza o meno del danno da perdita di chance, ai sensi dell’art. 1224, comma 2, cod. civ., conseguente alla mancata disponibilità della somma rivendicata dall’Impresa con il giudizio arbitrale T.A.R. Sardegna, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla legittimità o meno del provvedimento di esclusione dell’ATI/RTI partecipante ove la cauzione provvisoria sia intestata solo alla mandataria e non anche alle mandanti. [B] Sulla legittimità o meno della clausola del bando che imponga la sottoscrizione della polizza sia alla mandataria che a tutte le mandanti di una costituenda ATI T.A.R. Sardegna, Sezione I, giugno 2011 [A] Sugli effetti prodotti sul giudizio impugnatorio pendente prodotti dalla intervenuta esecuzione dell’appalto e sulla eventuale residua tutela risarcitoria, anche alla luce dell’art. 34, comma 3, del cpa [B] Sull’onere della prova cui deve sopperire il ricorrente in tema di esistenza e quantificazione del danno derivante dalla mancata aggiudicazione causata da illegittimo esercizio del potere amministrativo [C] Sui limiti alla possibilità che il Giudice Amministrativo possa procedere alla valutazione equitativa dei danni subiti dal concorrente escluso, ai sensi dell’art. 1226 cod. civ T.A.R. Piemonte, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla fondatezza o meno della la domanda risarcitoria proposta dal ricorrente nel caso di annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione per vizio meramente formale [B] Sulla necessità o meno della comunicazione di avvio del procedimento nel caso di annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione definitiva precedentemente emessa [C] Sulla sussistenza o meno di un obbligo di verifica da parte della Stazione Appaltante circa la gravità del reato indicato nella dichiarazione del legale rappresentante del concorrente, resa ai sensi dell’art. 38 d.lgs. 163 del 2006 T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla sussistenza o meno di un onere di impugnativa dell’aggiudicazione provvisoria, ai fini della tempestività delle contestazioni sollevate con il ricorso. [B] Sugli effetti conseguenti al ritardo con cui la concorrente ha ottenuto l’esito positivo della verifica triennale dell’attestazione SOA, scaduta prima dell’inizio della gara, ma confermata prima dell’aggiudicazione provvisoria. [C] Sulla applicabilità o meno del termine di decadenza dell’azione di sessanta giorni ai motivi aggiunti aventi ad oggetto la domanda di dichiarazione di inefficacia del contratto di appalto stipulato e la condanna della Stazione Appaltante al risarcimento dei danni T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, giugno 2011 Sulla applicabilità o meno della clausola di revisione periodica del prezzo, di cui all’art. 115 del d.lgs. n. 163 del 2006, ad una concessione di pubblico servizio Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2011 Sulla legittimità o meno dell’affidamento diretto della gestione di un servizio pubblico locale al soggetto proprietario degli impianti necessari all’erogazione del servizio stesso e sugli effetti delle novità introdotte dall’art. 23 bis del d.l. n. 112 del 2008 Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2011 [A] Sulla configurabilità o meno di una limitazione di responsabilità nella dichiarazione resa dal legale rappresentante della concorrente ai sensi dell’art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006 in merito all’assenza di condanne dei cessati dalla carica nel triennio [B] Sulla legittimità o meno, anche alla luce dell’art. 83, comma 4, del d.lgs. n. 163 del 2006, della fissazione preventiva delle modalità di attribuzione del punteggio da parte della Commissione giudicatrice T.A.R. Umbria, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla possibilità o meno di considerare esistente l’aggiudicazione definitiva implicita, decorsi trenta giorni dall’aggiudicazione provvisoria, ai sensi dell’art. 12, comma 1, del d.lgs. n. 163 del 2006 [B] Sulla sussistenza o meno di un potere discrezionale della Stazione appaltante di procedere o meno all’aggiudicazione definitiva nel caso di approvazione tacita dell’aggiudicazione provvisoria [C] Sul termine entro il quale la Stazione appaltante deve procedere all’aggiudicazione definitiva dopo avere disposto l’aggiudicazione provvisoria [D] Sulle differenze sostanziali tra aggiudicazione provvisoria e aggiudicazione definitiva, anche ai fini della tutela giurisdizionale [E] Sull’affidamento ingenerato dall’aggiudicazione provvisoria e sui limiti all’esercizio del potere di autotutela da parte della Stazione appaltante [F] Sulla applicabilità o meno degli articoli 21 nonies e 21 quinquies della legge n. 241 del 1990 all’ipotesi di revoca dell’aggiudicazione provvisoria e sul diritto o meno dell’aggiudicatario provvisorio revocato all’indennizzo [G] Sulla risarcibilità o meno del c.d. “danno da ritardo” in caso di superamento dei termini di conclusione del procedimento di gara, con particolare riguardo alla tutela eventualmente concessa all’aggiudicatario provvisorio T.A.R. Sardegna, Sezione I, giugno 2011 Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di dichiarazione dei precedenti penali, di cui all’art. 38 del d.lgs. n. 163 2006, a carico di procuratori speciali del concorrente T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla discrezionalità o meno nell’operato della Commissione in caso di clausola di bando che detti prescrizioni a pena di esclusione e sui limiti all’applicabilità del principio del favor partecipationis [B] Sulla legittimità o meno della clausola del bando di gara che prescriva a pena di esclusione la produzione per due volte in due buste del medesimo documento [C] Sugli effetti prodotti dall’annullamento della clausola di bando illegittima sul provvedimento di esclusione applicativo della medesima e sulla fondatezza di eventuali pretese risarcitorie T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla applicabilità della tutela risarcitoria per equivalente di cui all’art. 124 CPA e sulla valutazione della condotta processuale del ricorrente nel caso in cui non si configuri a suo carico un addebito per mancata diligenza [B] Sulla risarcibilità o meno ex art. 124 CPA delle spese per la partecipazione alla gara [C] Sulla risarcibilità o meno ex art. 124 CPA del danno c.d. “da perdita di chance” e sulla sua eventuale quantificazione [D] Sulla risarcibilità o meno ex art. 124 CPA del c.d. “danno curriculare” e sull’onere della prova posto a carico del ricorrente [E] Sulla necessità o meno di computare gli interessi sulla somma da corrispondere a titolo di risarcimento del danno ex art. 124 CPA T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, giugno 2011 Sulla legittimità o meno dei provvedimenti con i quali la stazione appaltante riammette alla gara soggetti diversi e ulteriori rispetto al ricorrente che ha ottenuto l’accoglimento di una misura cautelare avverso l’esclusione Lodo arbitrale, luglio 2011 [A] Sulla sussistenza o meno della legittimazione passiva in capo alla Regione Calabria per pretese attinenti rapporti contrattuali sorti dopo la declaratoria dello stato di emergenza socio-economica-sanitaria e il conseguente commissariamento. [B] Sul principio di facoltatività dell’arbitrato e sui canoni interpretativi della clausola compromissoria. [C] Sugli effetti prodotti dalla declaratoria di incostituzionalità di una legge regionale che consentiva la proroga dei contratti di appalto in corso, sui contratti già conclusi Lodo arbitrale, dicembre 2008 [A] Sugli effetti prodotti dall’abrogazione dell’art. 59 del d.p.r. n. 1063/62 sulle clausole arbitrali contenenti un espresso rinvio alla disposizione legislativa abrogata. [B] Sul momento in cui l’Appaltatore ha l’onere di iscrivere la riserva in caso di “fatti continuativi”, ovvero di fatti che durano nel tempo e che sono prodotti da una causa costante di non immediata rilevanza economica. [C] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità in capo alla stazione appaltante nel caso in cui la ritardata disponibilità delle aree di cantiere dipenda da azioni, omissioni o opposizione di terzi. [D] Sulle singole voci di danno risarcibili nel caso di ritardato inizio dei lavori per la ritardata disponibilità delle aree e sull’entità dei danni riconoscibili. [E] Sulla risarcibilità o meno dei danni derivanti dalla forzata ridotta capacità produttiva causata dall'impossibilità di rispettare il programma dei lavori originariamente predisposto per responsabilità della committente (per ritardata consegna lavori, ritardata rimozione di interferenze, slittamento del termine di ultimazione dei lavori). [F] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri derivanti all’appaltatore dall’aumento del tragitto dei propri mezzi a causa chiusura di un tratto di viabilità pubblica. [G] Sulla risarcibilità dei maggiori oneri sostenuti, delle spese generali e del mancato utile d’impresa nel caso di spostamento dell'attrezzatura di varo e prolungata inattività causata dalle carenze progettuali e dalle continue modifiche richieste all'Impresa da parte della Stazione Appaltante. [H] Sulla risarcibilità o meno dei danni e dei maggiori oneri derivanti all’impresa a seguito del verificarsi di un disastro ferroviario nell’area di cantiere. [I] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Appaltatore di ottenere la restituzione dei maggiori oneri di progettazione resasi necessaria a seguito di un disastro ferroviario. [L] Sulle differenze sostanziali individuate dalla Cassazione tra l'istituto del “prezzo chiuso” e il meccanismo della “revisione prezzi” e sulla possibilità o meno di considerare il prezzo chiuso una variante della revisione prezzi. [M] Sulla possibilità o meno di applicare il meccanismo c.d. “a scalare” nell’applicazione della maggiorazione annuale prevista nel meccanismo del “prezzo chiuso” | Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sul ruolo della mandataria di un ATI, ai sensi dell’art. 37, comma 16 del d.lgs. 163/06, e sul diritto o meno di incamerare tutti i corrispettivi dell’appalto [B] Sulla risoluzione o meno del contratto di mandato di un ATI nel caso di fallimento della mandante e sull’effetto liberatorio nei confronti della curatela del pagamento effettuato alla mandataria Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere un compenso revisionale in caso di eccezionale aumento dei costi subito da alcuni materiali da costruzione (nel caso di specie materiali siderurgici), anche alla luce di quanto disposto dall’art. 133 del D.Lgs. n. 163/06. [B] Sulla sussistenza o meno della giurisdizione arbitrale sulle domande attinenti l’adeguamento dei prezzi ai sensi dell’art. 133 del Codice degli appalti. [C] Sulla natura del dovere di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante e sulla possibilità di configurare una violazione dello stesso per lacune progettuali o ritardata consegna dell’aera di intervento. [D] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere maggiori compensi derivanti dalla mancata tempestiva rimozione di ostacoli da parte della Stazione Appaltante anche ove abbia sottoscritto senza riserve il verbale di consegna lavori. [E] Sulla configurabilità o meno di un inadempimento della Stazione Appaltante laddove abbia rimosso tardivamente eventuali inadeguatezze progettuali emerse in corso di esecuzione. [F] Sulla quantificazione del danno per maggiori spese generali nel caso di anomalo andamento dei lavori, sull’applicabilità o meno dell'art. 25, comma 2, letto a) del D.M. n. 145/00 e sull’onere della prova. [G] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per il personale di cantiere non pienamente impiegato in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione. [H] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per mancato ammortamento di macchinari e attrezzature in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione. [I] Sulla sussistenza o meno del diritto dell’Impresa ad ottenere il risarcimento dei maggiori oneri per la ritardata percezione dell'utile in caso di anomalo andamento dei lavori e sui criteri per la quantificazione Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sulla possibilità o meno di stipulare contratti di appalto “a corpo” con la Pubblica Amministrazione e sui rischi dei contraenti connessi a tale modalità di accordo. [B] Sulla possibilità o meno dell’Impresa di ottenere il pagamento di prestazioni richieste dalla Direzione Lavori ed eseguite spontaneamente dall’Impresa senza immediata contestazione alla DDLL o al RUP. [C] Sulla ammissibilità o meno della domanda di arricchimento nei confronti della Stazione Appaltante, avanzata in subordine dall’Impresa, per ottenere il pagamento di prestazioni ulteriori nel caso le riserve fossero considerate dal Collegio tardive Lodo Arbitrale, febbraio 2011 [A] Sulla differenza tra “efficacia” ed “eseguibilità” di un accordo contrattuale stipulato con la Pubblica Amministrazione, al fine del riconoscimento del diritto al corrispettivo da parte dell’impresa. [B] Sulla nullità o meno dei contratti stipulati dalla P.A. in assenza di specifica dotazione di bilancio. [C] Sulla possibilità o meno che la P.A. subordini la corresponsione dei compensi per le attività di progettazione all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata e sulla applicabilità o meno alla P.A. degli interessi moratori di cui al d.lgs. n. 231/2002. [D] Sulla legittimità o meno di un ritardo nei pagamenti da parte dell'amministrazione motivato con la necessità di rispettare il "patto di stabilità". [E] Sulla risarcibilità o meno del danno da perdita di chance derivante all’impresa dalla mancata emissione dei certificati di regolare esecuzione dei lavori ex art. 42, d.lgs. 163/06 da parte della Stazione Appaltante e sulla possibilità di una quantificazione in via equitativa. [F] Sulla applicabilità e decorrenza della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sulle somme dovute a titolo di risarcimento per illeciti contrattuali Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sull’entità del danno risarcibile in caso di illegittima mancata aggiudicazione di incarico professionale. [B] Sulla possibilità o meno di riconoscere in modo forfetario al professionista i maggiori danni derivanti dalla sospensione dell’incarico. [C] Sulla riconoscibilità o meno del c.d. danno curriculare al direttore dei lavori in caso di inadempimento della stazione appaltante e sulla misura dell’eventuale danno risarcibile. [D] Sulla necessaria unicità o meno della direzione lavori affidata dalla Stazione Appaltante all’esterno e sulla possibilità o meno di affidare l’incarico di direzione lavori a più soggetti esterni anche al fine del calcolo del danno risarcibile in caso di inadempimento della stazione appaltante Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa successivamente negare ovvero modificare il premio di accelerazione previsto nel contratto qualora al momento dell'effettiva anticipata ultimazione dei lavori non riscontri più sussistenti le ragioni di utilità. [B] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa riconoscere in corso di esecuzione un maggior corrispettivo contrattuale a fronte di una convenuta riduzione di un teorico maggior tempo di esecuzione dei lavori Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla configurabilità o meno del ritardo nell'approvazione della perizia di variante tra i c.d. fatti continuativi che determinano l’anomalo andamento dei lavori appaltati e sulla esistenza o meno dell’onere dell’iscrizione della riserva immediatamente. [B] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali sostenute dall’Impresa in caso di anomalo andamento dei lavori e sulla quantificazione delle stesse. [C] Sulla risarcibilità o meno dei costi improduttivamente sostenuti per il personale in caso di andamento anomalo dei lavori e sulla possibilità di calcolare anche le spese per il personale impiegatizio e per consulenze. [D] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri e danni correlati all'improduttivo vincolo delle attrezzature e dei mezzi in caso di andamento anomalo dei lavori. [E] Sulla risarcibilità o meno del mancato utile dell’Impresa nel caso di anomalo andamento dei lavori e sull’entità del danno risarcibile. [F] Sulla riconoscibilità o meno degli interessi compensativi e della rivalutazione monetaria sugli importi liquidati dal Collegio per risarcimento delle varie voci di danno derivanti da anomalo andamento dei lavori e sul dies a quo per il calcolo. [G] Sulla risarcibilità o meno del pregiudizio conseguente alla variazione media dei prezzi intervenuta nel periodo di maggiore durata del vincolo contrattuale Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla legittimità o meno della disposizione contrattuale in cui il sistema di esecuzione a misura venga esteso all'intera opera, in rapporto a quanto disposto dall’art. 19 della legge Merloni. [B] Sulla natura e sul contenuto dei doveri di cooperazione gravanti sulla Stazione Appaltante nell’esecuzione del contratto d’appalto stipulato. [C] Sulla tipologia e sull’entità dei danni risarcibili in caso di maggiore durata dei lavori per causa imputabile alla stazione appaltante: modalità di calcolo. [D] Sulla debenza o meno di interessi legali e rivalutazione monetaria sulle somme dovute a titolo di risarcimento dei danni derivanti da inadempimento contrattuale della Stazione Appaltante e sul dies a quo per il calcolo. [E] Sulla debenza o meno di interessi anatocistici sulle somme dovute a titolo di risarcimento dei danni derivanti da inadempimento contrattuale della Stazione Appaltante Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla legittimità o meno della sospensione dei lavori decisa dalla Stazione Appaltante per mancanza delle risorse finanziarie necessari al pagamento. [B] Sulla legittimità o meno del provvedimento di aggiudicazione di un appalto in mancanza di copertura finanziaria. [C] Sulla legittimità o meno delle delibere concernenti l'esecuzione di un'opera e la relativa progettazione che non contengano la previsione concreta dei mezzi economici occorrenti. [D] Sulla legittimità o meno dell’affidamento dei lavori per il quale la disponibilità finanziaria sia stata acquisita successivamente alla sottoscrizione del contratto. [E] Sulla validità o meno della clausola contenuta nel contratto d’appalto che esoneri la Stazione Appaltante da qualunque obbligo nei confronti dell'aggiudicatario in caso di mancata erogazione del finanziamento. [F] Sulla risarcibilità o meno dell'aumento dei costi dei fattori impiegati nella produzione di cantiere in ipotesi di protrazione del vincolo contrattuale per fatti imputabili alla Stazione Appaltante Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sulla legittimità o meno della sospensione dei lavori decisa dalla Stazione Appaltante per mancanza delle risorse finanziarie necessari al pagamento. [B] Sulla legittimità o meno del provvedimento di aggiudicazione di un appalto in mancanza di copertura finanziaria. [C] Sulla legittimità o meno delle delibere concernenti l'esecuzione di un'opera e la relativa progettazione che non contengano la previsione concreta dei mezzi economici occorrenti. [D] Sulla legittimità o meno dell’affidamento dei lavori per il quale la disponibilità finanziaria sia stata acquisita successivamente alla sottoscrizione del contratto. [E] Sulla validità o meno della clausola contenuta nel contratto d’appalto che esoneri la Stazione Appaltante da qualunque obbligo nei confronti dell'aggiudicatario in caso di mancata erogazione del finanziamento. [F] Sulla risarcibilità o meno dell'aumento dei costi dei fattori impiegati nella produzione di cantiere in ipotesi di protrazione del vincolo contrattuale per fatti imputabili alla Stazione Appaltante Lodo Arbitrale, ottobre 2010 [A] Sugli orientamenti in materia di effetti prodotti dall’annullamento giurisdizionale degli atti di gara sul contratto successivamente stipulato, prima del d.lgs. 53 del 2010. [B] Sulla natura autonoma o meno del contratto d’appalto rispetto agli atti amministrativi ad esso presupposti e sulla giurisdizione in merito alla sorte del contratto prima del d.lgs. 53 del 2010. [C] Sulla giurisdizione in materia di effetti dell’annullamento giurisdizionale del provvedimento di aggiudicazione sul conseguente contratto d’appalto successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 53 del 2010. [D] Sulla procedibilità o meno dell’arbitrato in caso di sopravvenuto annullamento giurisdizionale degli atti di gara presupposti al contratto la cui esecuzione è compromessa in arbitri. [E] Sulla ammissibilità o meno dei nuovi quesiti introdotti nel corso del giudizio arbitrale. [F] Sulla nullità o meno del contratto in ragione dell’intervenuta sostituzione, da parte del Consorzio stabile, dell'impresa esecutrice dei lavori affidati in appalto Lodo Arbitrale, dicembre 2010 [A] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità della Stazione Appaltante nel caso in cui nel progetto esecutivo non sia stato considerato in modo completo lo stato dei luoghi e sui limiti di detta responsabilità. [B] Sulla configurabilità o meno di una violazione del dovere di cooperazione della Stazione Appaltante nel caso di ritardo nell’adeguamento del progetto esecutivo. [C] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti dall’Impresa in dipendenza del prolungamento della durata contrattuale causato dalla necessità di operare una variante al progetto esecutivo. [D] Sulla possibilità o meno che l’Impresa ottenga la risoluzione del contratto in danno della Stazione Appaltante nel caso di paralisi dei lavori dovuta a ritardo nell’approntamento della necessaria perizia di variante. [E] Sulla tempestività o meno delle riserve formulate dall’Impresa in sede di esame della perizia di variante e sulla definizione di “primo atto dell’appalto idoneo a fungere da sede delle domande stesse”. [F]Sulla possibilità o meno di considerare sede idonea alla iscrizione delle riserve gli ordini di servizio redatti dalla Direzione Lavori. [G] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti dall’impresa appaltatrice in conseguenza di errori e/o omissioni nelle indagini geologiche compiute dalla stazione appaltante. [H] Sulla risarcibilità o meno dei danni subiti dall’Impresa per l’inutile mantenimento del cantiere per i ritardi dovuti alla Stazione Appaltante e sulle tipologie di danni eventualmente risarcibili. [I] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri per macchinari e attrezzature, compresi i macchinari non direttamente ed esclusivamente utilizzabili per la produzione (automobili, furgoni e simili). [L] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei danni subiti dall’Impresa in ragione dell’aumento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati verificatosi nel periodo di esecuzione delle opere conseguente al ritardo imputabile alla Stazione Appaltante. [M] In particolare: sulla risarcibilità o meno dei maggiori costi sopportati dall’Impresa in relazione alle polizze fideiussorie prestate a causa del prolungato vincolo contrattuale. [N] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali conseguenti alla ridotta produttività conseguente alla illegittima sospensione dei lavori imputabile alla Stazione Appaltante. [O] In particolare: sulla risarcibilità o meno del mancato utile per il periodo di anomalo andamento dell’appalto. [P] In particolare: sulla prova necessaria e sulla quantificazione del mancato utile d’impresa per il periodo di anomalo andamento dei lavori. [Q] Sulla rilevanza o meno, ai fini della risarcibilità dei danni subiti, della circostanza che l’Impresa abbia accettato e fatto proprio, con le rituali dichiarazioni richieste in fase di gara dalla Stazione Appaltante, il progetto originario, la cui erroneità costituisce uno degli elementi causali dei danni lamentati Tribunale di Firenze, agosto 2011 [A] Sull’art. 7 del c.p.a. laddove nel definire l'ambito di giurisdizione del giudice amministrativo qualificato dalla tipologia delle controversie elencate dal comma l così si esprime: “l'esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all'esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni”. [B] Sulla nuova linea interpretativa in virtù della quale il criterio discretivo del riparto di giurisdizione non è più incentrato nella individuazione della situazione soggettiva per cui si domanda tutela (diritto soggettivo o interesse legittimo), né nel riscontro della presenza o meno di un atto amministrativo, né infine nella valutazione del tipo di discrezionalità espresso dalla P.A. nell'atto amministrativo che si assume lesivo (discrezionalità assoluta, tecnica ecc.). [C] Sulla sussistenza o meno della giurisdizione del giudice ordinario riguardo alla domanda cautelare avanzata dai ricorrenti denunciando un fatto lesivo del loro diritto di proprietà, in relazione ad immobili che si trovano lungo il percorso interessato dai lavori del passante ferroviario del tratto cittadino di Firenze dell'Alta Velocità (Nodavia S.p.A. – R.F.I. S.p.A.). [D] Sul ricorso promosso da un consigliere comunale di Firenze il quale invocando una sostituzione processuale della collettività cittadina, genericamente intesa, per superiori interessi di carattere pubblico o politico intenda esperire una sorta di "class action" con un’azione promossa ex. art. 1171 c.c. e 700 c.p.c. T.A.R. Lazio Roma, Sezione I, ottobre 2011 Sulla sussistenza o meno di un diritto dell’appaltatore e del subappaltatore ad esercitare il diritto di accesso verso la stazione appaltante per ottenere copia del registro di contabilità Lodo Arbitrale, novembre 2010 [A] Sulla applicabilità o meno della clausola compromissoria sottoscritta tra le parti successivamente alla stipulazione del contratto di appalto in cui, viceversa, era prevista la competenza esclusiva del Giudice Ordinario. [B] Sulla fondatezza o meno della declinatoria a favore del Giudice Ordinario avanzata dalla Stazione Appaltante in sede di arbitrato avviato dall’Impresa sulla base di una clausola compromissoria stipulata dopo l’entrata in vigore dell’art. 32, della legge n. 109 del 1994, come riformato dalla sentenza 152/96 della Corte Costituzionale. [C] Sull’atto idoneo a determinare la pendenza del giudizio arbitrale, e a costituire il dato utile ai fini dell’individuazione del giudice preventivamente adito. [D] Sulla procedibilità o meno dell’arbitrato in caso di mancata conclusione del procedimento di cui all’art. 31 bis della legge n. 109/94. [E] Sulla procedibilità o meno dell’arbitrato nel caso in cui sia ancora in corso il collaudo delle opere eseguite nell’ambito dell’appalto. [F] Sulla possibilità o meno di modificare le domande proposte con l’atto introduttivo dell’arbitrato ovvero di introdurne di completamente nuove nel corso dell’arbitrato. [G] Sugli effetti prodotti dalla pronuncia giudiziale di risoluzione del contratto sui provvedimenti resi dalla Stazione appaltante dopo il verificarsi dell’evento che ha determinato la risoluzione. [H] Sulla legittimità o meno della pretesa da parte della Stazione Appaltante di una rinuncia preventiva dell’Impresa alle proprie pretese attraverso la sottoscrizione di un atto di sottomissione. [I] Sulla applicabilità o meno dei criteri per la quantificazione del danno da sospensione illegittima dei lavori di cui all’art. 25 del Capitolato Generale d’Appalto (approvato con D.M. 19/4/2000 n.145), anche ai contratti stipulati prima della sua entrata in vigore. [L] Sulle differenze in ordine all’onere della prova per il risarcimento del danno da mancato ammortamento macchinari e da mancato ammortamento macchinari presi a noleggio da terzi. [M] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti dall’Impresa per le più lunghe percorrenze nel trasporto dei rifiuti in discarica diversa da quella originariamente indicata. [N] Sulla risarcibilità o meno degli oneri sopportati dall’Impresa per lo stoccaggio provvisorio nell’area di cantiere dei materiali provenienti dagli scavi e non utilizzabili, in caso di silenzio prestato dalla Stazione Appaltante alle richieste di conferimento in discarica. [O] Sulla giurisdizione del Collegio in merito alla richiesta di risarcimento per revisioni prezzi asseritamente dovuta e non pagata dalla Stazione Appaltante in relazione alla parte di lavori eseguita. [P] Sulla risarcibilità o meno e sulla quantificazione del mancato utile per i lavori non eseguiti per colpa della Stazione Appaltante. [Q] Sulla risarcibilità o meno del valore venale dell’opera eseguita dall’Impresa nel caso di risoluzione di un contratto di appalto per cause imputabili alla Stazione Appaltante, stante l’impossibilità di restituire l’opus parzialmente eseguito dall’appaltatore adempiente. [R] Sulla risarcibilità o meno del danno arrecato alla immagine professionale dell’Impresa dall’illegittimo provvedimento di esecuzione d’ufficio in danno adottato dalla Stazione Appaltante. [S] Sul riconoscimento o meno degli interessi moratori e della rivalutazione monetaria sulle somme dovute all’Impresa per inadempimento contrattuale della Stazione Appaltante e sulle modalità di calcolo. [T] Sulla applicabilità o meno delle disposizioni degli artt. 35 e 36 del capitolato generale delle opere pubbliche, approvato con D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063, in tema di interessi moratori, nel caso in cui la Stazione Appaltante abbia contestato, più o meno fondatamente, la spettanza dell’intero prezzo Lodo Arbitrale, settembre 2010 [A] Sulla procedibilità o meno dell’arbitrato prima dell’intervenuto collaudo delle opere, secondo quanto disposto dagli artt. 32 e 33 del Capitolato Generale. [B] Sugli oneri a carico dell’impresa nel caso in cui il progetto a base d’appalto non sia assistito dalla relazione geologica, ovvero la relazione geologica sia tecnicamente errata. [C] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori costi per la sicurezza dovuti al mutamento della legislazione vigente. [D] Sull’entità e sulla tipologia del rimborso per maggiori oneri dovuto al rallentato e anomalo andamento dell’appalto, causato dalla limitata disponibilità delle aree a causa di carenze progettuali. [E] Sulla misura degli interessi moratori da ritardo eventualmente dovuti. [F] Sulla misura del danno eventualmente risarcibile derivante dal mancato ammortamento dei macchinari e delle retribuzioni inutilmente corrisposte nel periodo di sospensione Lodo Arbitrale, settembre 2010 [A] Sulla procedibilità o meno dell’arbitrato prima dell’intervenuto collaudo delle opere, secondo quanto disposto dagli artt. 32 e 33 del Capitolato Generale. [B] Sugli oneri a carico dell’impresa nel caso in cui il progetto a base d’appalto non sia assistito dalla relazione geologica, ovvero la relazione geologica sia tecnicamente errata. [C] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori costi per la sicurezza dovuti al mutamento della legislazione vigente. [D] Sull’entità e sulla tipologia del rimborso per maggiori oneri dovuto al rallentato e anomalo andamento dell’appalto, causato dalla limitata disponibilità delle aree a causa di carenze progettuali. [E] Sulla misura degli interessi moratori da ritardo eventualmente dovuti. [F] Sulla misura del danno eventualmente risarcibile derivante dal mancato ammortamento dei macchinari e delle retribuzioni inutilmente corrisposte nel periodo di sospensione Lodo Arbitrale, maggio 2010 [A] Sulla necessità o meno di impugnare dinanzi al TAR, a pena di decadenza, i vizi relativi alla procedura di nomina degli arbitri. [B] Sul momento in cui deve essere formulata la riserva di maggiori compensi o indennizzi rispetto al corrispettivo pattuito e sugli atti sui quali la riserva deve essere iscritta. [C] Sulla fondatezza o meno delle riserve iscritte dall’Impresa in cui si contestano i maggiori costi derivanti dalla indeterminatezza del progetto esecutivo, dimostrata dai continui ordini di servizio. [D] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali per ritardato collaudo e sulla misura del loro risarcimento Lodo Arbitrale, maggio 2010 [A] Sugli effetti che l’eventuale dichiarazione di nullità del contratto svolge sulla validità della clausola compromissoria ivi contenuta. [B] Sulla possibilità o meno che il consenso espresso prestato dall’appaltatore all’esecuzione di prestazioni per un certo prezzo possa escludere la successiva azione di indebito arricchimento contro la Stazione appaltante, in virtù del c.d. principio di autoresponsabilità. [C] Sulla possibilità o meno che l’appaltatore possa recuperare «il giusto corrispettivo» dell’incarico o dei lavori eseguiti attraverso l’azione di indebito arricchimento contro la Stazione Appaltante. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa prendere in considerazione i prezzi attuali di mercato nella liquidazione del danno derivante da arricchimento senza causa. [E] Sulla possibilità o meno di individuare induttivamente l’effettivo costo del servizio oggetto dell’appalto al fine di calcolare in via presuntiva l’entità delle spese generali risarcibili e sulla possibilità o meno di quantificarle nella misura del 15%. [F] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa determinare in via equitativa, a norma dell’art. 1226 cod. civ, il danno da depauperamento dell’Impresa vantato dall’istante T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, giugno 2011 [A] Sulla applicabilità o meno della dimidiazione dei termini processuali prevista in materia di appalti pubblici anche al deposito della domanda di fissazione di udienza per evitare la perenzione del ricorso giurisdizionale. [B] Sulla idoneità o meno del deposito dell’istanza di prelievo ad interrompere il termine decadenziale di un anno per la presentazione dell’istanza di fissazione di udienza. [C] Sulla idoneità o meno della decisione della fase cautelare ad interrompere il termine decadenziale di un anno per la presentazione dell’istanza di fissazione di udienza |